L’arrivo del motore ADUO 2 sulla SF-26, in occasione del GP d'Italia, per la Ferrari rappresentava (almeno sulla carta) una chance importante per provare a ridurre il gap dai principali concorrenti (come Red Bull e Mercedes, a livello motoristico) e migliorare la competitività e della power unit 067/6 e della SF-26. Le aspettative, di fatto, erano significative. Eppure, malgrado tutto, la realtà dei fatti non ha permesso al Cavallino di fare quel salto di qualità si auspicava.
Valutando le parole dei piloti, così come i risultati raccolti dalla Scuderia nelle scorse gare, l'atteso upgrade di motore non è riuscito a incidere sulle prestazioni della vettura, visto che suo impatto complessivo è stato inferiore alle aspettative, non sufficiente a colmare le lacune rispetto alla concorrenza. Il tutto, malgrado mesi di lavoro (di generale affinamento dell'unità) necessari per deliberare un'unità che, sulla carta, doveve consentire di recuperare parte della potenza dai rivali.
L'omologazione della quarta unità del 2026, che ha comunque svolto il suo lavoro nel modo migliore possibile, non voleva certo il compito di illudere i tifosi, come ha fatto una certa narrazione. Nella factory, come avevamo scritto, c'era solo del cauto ottimismo sul lavoro svolto (neanche supportato dall'appoggio di Shell, che non ha sviluppato novità di benzina sullo 067/6 evo), nella massima consapevolezza che la nuova specifica di motore non avrebbe portato 10 cavalli come alcuni media avevano scritto, ma al massimo un plus di circa 5 cavalli.
Un piccolo passo per avvicinarsi ai rivali, mantenendo un motore dall'architettura invariata rispetto alla spec di inizio anno. Tanto che, come vu avevamo raccontato in esclusiva, lo 067/6 ADUO-2 monta infatti un turbocompressore dalle dimensioni invariate di quello di inizio campionato. Seppur rivista nei dettagli per ottimizzarne il funzionamento (con minime influenze sulle prestazioni dell'unità italiana) e non un'unità maggiorata nel diametro, come alcuni riportavano.
Voci che, di fatto, non erano del tutto infondate. Al contrario, perché nel Reparto Motori è stato svolto un ampio lavoro nel tentativo di implementare in vettura una turbina maggiorata, sia a livello di studio che di test al banco, iniziati dopo poche gara della stagione 2026. Il tutto per migliorare le prestazioni della monoposto, avendo anche perso (a causa delle direttive FIA) il vantaggio in partenza legato alla turbina "piccola". Ma prima di Monza c'è stato un passo indietro.
Gli uomini diretti da Enrico Gualtieri, infatti, dopo lunghe prove al banco hanno deciso di abbandonare l'idea di dotare il motore ADUO-2 di un nuovo turbo-gruppo a causa di risultati poco incoraggianti nei test in-door. Secondo quanto appreso da nostre fonti vicine alla Ferrari, non sarebbero stati raggiunti i target di affidabilità necessari per deliberare questa nuova componente, portando così il team a posticipare il debutto alla stagione 2027, lavorando di fino sul materiale a disposizione per provare a fare il massimo, tra i vincoli e le difficoltà esistenti, in questa parte finale di campionato.
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