Vettel, non ho sbagliato ad attaccare Max, è un periodo nero

Vettel, non ho sbagliato ad attaccare Max, è un periodo nero

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Piove sul bagnato in casa Ferrari dove, dal Gran Premio di Singapore, ogni cosa sembra andare storta, e la situazione non accenna a migliorare.

Nel Gran Premio del Giappone questo periodo no è proseguito, e dopo un venerdì difficile per gli uomini di Maurizio Arrivabene, che hanno dovuto affrontare i problemi di una monoposto abbastanza lenta, il sabato sembrava essere la giornata giusta per il "riscatto", visto che il gap dalle Mercedes si era ridotto, e la Ferrari sembrava capace di giocarsi la prima fila con Bottas.

Riscatto che non è arrivato a causa della sciagurata decisione del muretto di mandare in pista le macchine con gomme da bagnato su pista asciutta prima e con gomme da asciutto su pista bagnata poi, e le due Rosse sono state costrette a scattare da posizioni arretrate nella gara del Sol Levante.

Riscatto che alla fine non è giunto neppure in gara, con la Ferrari che, alla fine, ha dovuto fare i conti con l'ennesimo fine settimana deludente nell'ultimo mese.

Dopo una bellissima partenza le due Ferrari sembravano avviate ad un terzo e quarto posto come obiettivo minimo, e finalmente si era rivisto un Vettel in grande spolvero, quarto dopo pochi giri malgrado lo start in ottava piazza.

Rimonta bella e decisa che lo aveva condotto a ridosso del podio e che però si è interrotta, rovinando un altro weekend Ferrarista, alla Spoon Curve, quando Seb è entrato in collisione con Max Verstappen ritrovandosi in penultima posizione, costretto ad una nuova rimonta che lo ha condotto al sesto posto sotto la bandiera a scacchi.

Contatto del quale il pilota di Heppenheim ha parlato alla fine della gara, quando si è presentato al ring delle interviste per rispondere alle domande dei giornalisti:

Per me era il posto giusto dove superare Max, altrimenti non ci avrei provato. Ho visto che la sua batteria finiva presto in quel tratto e ho spinto al massimo. C’era spazio e ho provato, ma poi lui non ha più lasciato spazio e non potevamo fare la curva insieme. Poi è stato un disastro. Ero ultimo e senza la Safety Car il sesto posto era il massimo“.

Attacco deciso, quello di Seb, che alla fine non ha pagato e che a posteriori è stato dannoso per la sua gara ma che non è stato un grande azzardo per il Ferrarista, visto che la stessa manovra è stata ripetuta e portata a termine con successo dal pilota Rosso, e visto che nel frangente nel quale è stata presa la decisione, Verstappen aveva lasciato la porta aperta, creando le condizioni per il sorpasso.

Un sorpasso che non è stato concluso, dato che Max ha chiuso in modo deciso la curva (anche se l'anteriore di Seb era all'altezza del posteriore di Max), causando il contatto con la Ferrari numero 5, che alla fine, dopo essersi girata, è dovuta ripartire dal fondo della classifica, chiudendo al sesto posto.

Una manovra che, se portata a termine, avrebbe messo il Ferrarista nelle condizioni di giocarsi il secondo posto con Valtteri Bottas, visto che ci era riuscito Verstappen malgrado una Red Bull inferiore alla SF71-H e con i 5 secondi di penalità per l'episodio con Raikkonen.

Archiviato il contatto con Max Verstappen, il quattro volte Campione del Mondo ha commentato la velocità della sua Ferrari e ha gettato uno sguardo alla gara dei due Mercedes:

In gare così la Mercedes è stata ‘lenta’, nel senso che non ha mai spinto al massimo.
La nostra macchina ha avuto qualche problema dopo il contatto con Max ma è stata comunque forte. In gara siamo più vicini alla Mercedes, è vero, ma credo che loro non spingano mai al massimo“.


Ferrari che, nel corso dell'ultimo giro ha ottenuto il giro più veloce, mettendo in mostra una buona velocità, malgrado i danni, al fondo e al bargeboard di destra, riportati dalla monoposto nel crash con la Red Bull, lasciando intendere un grande potenziale che però non è stato concretizzato al massimo.


Parlando poi della gara delle frecce d'argento, Seb ha sottolineato quanto in gestione fossero Hamilton e Bottas, anche se nel finale di gara non è stata così evidente questa gestione di gara, almeno con Bottas che ha "faticato" a scrollarsi di dosso la presenza arrembante della RB14 dell'Olandese.

Dopo l'analisi della gara a Suzuka, Seb si è proiettato al futuro, per la prima volta non parlando più di Titolo Mondiale, visto che anche lui avrà ben compreso che il Mondiale sia finito, ma parlando più come un ingegnere, vedendo le prossime gare come un'opportunità per raccogliere dati nel 2019:

Con risultati così non è facile per tutti noi.
Lavoriamo duro e le ultime gare sono state difficili per tutti, per noi in pista e per la squadra qui e a casa. A volte non so che dire: non è giusto, ma è così. A volte la vita è brutta per noi in pista, ma adesso andremo ad Austin, spingeremo come matti e poi vediamo. Possiamo ancora ottenere informazioni importanti per quest’anno e per il prossimo”.

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