Vettel, super pole in Canada, e adesso zitti tutti

Vettel, che pole in Canada E adesso zitti tutti

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Ma come?
Dove eravamo rimasti?

Ah si, al "ha vinto solo con la miglior macchina", o al "la Ferrari faccia andare Leclerc", senza dimenticare il "È un debole mentalmente" (che fa il paio con "soffre troppo la pressione"), per chiudere con un "non è a livello di Hamilton".

Sono state queste le frasi più ricorrenti, dalla scorsa estate a questa parte, per descrivere Sebastian Vettel, etichettandolo come un pilota alla frutta, da buttare, non all'altezza della monoposto che guida, come un sopravvalutato.

Ma questo pilota, anzi Pilota (si con la P maiuscola, cari detrattori), non si è mai interessato troppo a tutte le cattiverie e frasi infondate dette sul suo conto dal 90% della stampa e da buona parte dei suoi presunti "tifosi", che cosi come lo hanno elogiato al suo arrivo in Rosso, quasi come un Messia, non hanno esitato un solo secondo nel condannare aspramente i suoi errori nel 2018, vedendo solo il bicchiere mezzo vuoto e non l'altra metà. 

Un trattamento che gli è stato riservato assolutamente immeritato, alla pari di quello destinato ad un rookie qualsiasi, e non certo adatto ad un quattro volte campione del mondo, che non ha fatto certo bene a Seb e che, insieme agli errori, difficili da accettare  (leciti quando ti giochi il titolo con una buona macchina ma NON la miglior macchina), non hanno fatto bene al suo morale e alla sua condizione psicologia ogni volta che si abbassa la visiera.

Ma come detto, questo Pilota non si è mai fatto abbattere da tutto ciò, dalle mille difficoltà affrontate, neppure quando si è visto negare la sua unica richiesta da quando è a Maranello, ovvero la riconferma di Kimi Raikkonen come compagno di squadra.
Anzi, si è visto affiancare Charles Leclerc, che tra i vari compiti dei quali è stato investito, ha indirettamente avuto la consegna di mettere pressione a Sebastian, che evidentemente ha visto vacillare la sua reputazione nel team, cosa che non dovrebbe accadere con un driver di questo calibro (anzi che non accade in nessun altro team).

Si perché, si chiede sempre il meglio senza se e senza ma, ad un Pilota che ha dei titoli in bacheca e che viene profumatamente pagato a suon di milioni, ma che da quando ha messo piede in Ferrari ha assistito a ben 3 rivoluzioni, non considerando, di fatto, il suo probabile smarrimento nelle tempeste politiche di Maranello. Una tempesta che non fa benena nessuno, tantomeno ai piloti, e che implica una mancanza di punti di riferimento per i driver nella squadra (vedere le parole di Hamilton sulla figura di Lauda, suo faro all'interno della Mercedes).

Ma malgrado gli errori, "Baby Schumi" non ha mollato, ed è andato avanti, assumendosi le proprie responsabilità quando necessario (errori 2018), superando i giochi di potere nrl team, e ultimo ma non meno importante, facendo fronte a Charles Leclerc, che con solo 27 gare alle spalle in F1 dovrebbe solo da imparare da lui, ma che viene ritenuto, su basi assolutamente irrazionali, migliore, e di molto, del pilota di Heppenheim, pronto a soffiargli il ruolo di prima guida e di idolo dei tifosi.

Ma, anche in questa occasione, come sempre Vettel si è rimbiccato le maniche (e senza l'aiuto del team perché ha sia subito che ottenuto ordini di squadra malgrado si sottolinei solo quano li ha ricevuti), e ha battuto Leclerc, 6-1 in qualifica e gara, parlando non a parole ma con i fatti.

Ma, ovviamente questo non basta, perché a dimenticare le magie si fa presto, ma a perdonare gli errori ci vogliono secoli, ed ecco che allora è sempre di moda la frase "Ma Hamilton è superiore".

Ma scherziamo?
E chi lo dice?
Cioe, da quando i due si sfidano per il titolo, Lewis Hamilton ha sempre avuto delle astronavi tra le mani, mente Seb sempre e solo delle buone auto si, ma inferiori alla Mercedes.
Ergo, la conclusione che Seb è inferiore a Lewis è assolutamente infondata, almeno fino a quando non saranno a partita di macchina per 21 gare e non per 5 o 6, perché fino ad allora uno sarà meglio dell'altro, e viceversa, solo in funzione delle performance delle monoposto.

Ma ecco che quando i tempi sul giro sono li, Seb non si rivela affatto scarso, anzi si rivela un gran bel pilota, un Campione capace di siglare una pole come quella di Montréal, strepitosa, fantastica e in grado di sopperire ad alcune, vistose, lacune del progetto SF90, prendensosi cosi, con classe la sua rivincita.

E con questa pole, che come era lecito aspettarsi, tutti i detrattori sono tornati sul carro del vincitore, tornando a celebrare di colpo Sebastian senza rammentare quanto detto nel recente passato.

E con questa pole, il quattro volte campione del mondo, Sebastian Vettel, ha zittito, in modo perentorio, tutti i suoi detrattori, perché si è rivelato più forte di Lewis Hamilton, e autore di un giro molto soldio, ma al contempo il Campione Ferrarista è stato anche più forte del tanto amato e celebrato team mate (a parità di pista, macchina, gomme e set-up).

Non solo, il pilota numero cinque Rosso, si è rivelato anche gran leader nel team Ferrari, capace di salvare il team in una gara dove erano attese risposte, e per finire si è rivelato gran manico in un monento clou della sessione, dimostrando di non essere né alla frutta, né tanromeno demotivato, capace di tirare fuori il coniglio dal cilindro quando è nelle condizioni adatte.

Ah, quasi dimenticavo, in questi anni difficili, si è anche dimostrato anche un grande uomo e un gran signore, capace di essere team player al 100%, non facendo mai una polemica per niente e capace di non abbattersi mai davanti davanti alle difficoltà, sempre pronto a rimboccarsi le maniche e affrontare i problemi, risolvendoli con il lavoro, facendo parlare per se, la pista e i risulati.

Quindi, zitti tutti cari detrattori di Sebastian Vettel, perché siete davanti ad un grandissimo Pilota, che ancora una volta, in Canada, ha fatto vedere di che pasta è fatto, mostrando la totale assurdità del trattamento che da 12 mesi ad oggi gli è stato riservato.

Ma tranquilli, oppositori più fieri e arroccati sulle vostre posizioni, perché anche voi verrete zittiti, perché se avrà una macchina degna di essere chiamata tale, Vettel porterà a buon fine, ne sono certo, quella che lui stesso definisce la Sua missione, cioè incere con la Ferrari, fugando una volta per tutte ogni cattiva voce sul suo conto.

E li, allora, nessuno potrà più dir niente.

Vai Seb, continua e non mollare mai, e continua a inseguire il tuo sogno!


 


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