Ferrari, ecco tutti i perché della super pole di Singapore

Ferrari, ecco tutti i perché della super pole di Leclerc a Singapore

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Perché?
Come è possibile?

È questo che più o meno tutti i tifosi della Ferrari, ma anche appassionati di F1, si stanno chiedendo dopo aver visto la super pole, ma la super qualifica in generale, delle SF90 a Singapore.

Come è possibile che, escludendo le gare di Spa e Monza, dove si sapeva che la Ferrari avrebbe fatto molto bene a causa delle caratteristiche delle piste, a Singapore la Ferrari ha conquistato la prima e la terza piazza al via.

Cioè, come è stato possbile che in un solo mese la Ferrari che prendeva mezzo secondo dalla Red Bull in Ungheria (pista simile a Marina Bay), è ora capace di conquistare la pole position e quasi tutta la prima fila.

Probabilmente, gran parte del merito è del nuovo pacchetto aereodinamico introdotto su questa pista, finalizzato ad incrementare il carico della vettura, migliorarne il bilancio, e ridurre il sottosterzo.

Ma, diffcile pensare che un pacchetto possa valere 0.7 secondi al giro (dal +0.5 di Budapest al -0.2 di Singapore).

Non è da escludere anche un contributo notevole da parte della Power Unit Spec.3, che dopo Monza ha incrementato ancora una volta la cavalleria, diventando ancor più potente di prima, rispetto a quella Mercedes.

Potenza che, senza dubbio aiuta sempre, anche se alla potenza, va aggiunta anche l'ottima guidabilità della Power Unit di Maranello, che permette a Vettel e Leclerc di avere un'ottima trazione che aiuta, e non poco, nelle curve lente del circuito asiatico.

Non certo sottovalutabile, anche un corposo lavoro sul set-up della vettura, che già dalla Germania aveva fatto fare un bello step in avanti alla SF90.

Rilevante anche, lo stato di forma dei due piloti, mai così in palla come oggi, con un Vettel tornato quello dei giorni migliori, ed uno Charles Leclerc in stato di grazia, che trasforma in oro, anzi in super prestazioni, tutto quello che tocca.

Tutta una serie di fattori, dunque, che hanno permesso alla Ferrari di portare a casa ciò che fino a poco fa sembrava impossibile, ovvero fare bene su piste lente, di fatto sfavorevoli.

Un passaggio dal giorno alla notte, quello della SF90 in poco più di 30 giorni che, come da tempo si diceva, è stato aiutato dall'entusiasmo frutto delle doppietta Spa-Monza che ha permesso ai tecnici di Mattia Binotto di lavorare con "gioia" e con molta pressione in meno sulle loro spalle, dovuta alla mancanza di risultati.

Arrivati a questo punto, è lecito aspettarsi di tutto dalla Ferrari da qui alla fine della stagione, poiché altre vittorie di tappa non sembrano più un'utopia come apparivano fino allo scorso Luglio.

Difficile, molto, allargare questo ragionamento al mondiale, visto il grande gap dal leader Hamilton nei piloti e dalla Mercedes nei costruttori.

Molto diffcile, ma non assolutamente impossibile, poiché finché la matematica non condanna, tutto può accadere, sfruttando magari la Red Bull come possbile outsider.



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