Ferrari, sei in grado di gestire i galli nel pollaio?

Ferrari, grossi problemi nella gestione dei piloti, cosi non va

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Di certezze, dal Gran Premio di Russia, per il team Ferrari ne arrivano molte, positive o negative che siano.

Quelle positive sono quelle che riguardano la ritrovata competitività della SF90 e la certezza di avere due piloti di assoluto livello, capaci di spingersi a vicenda.

Quelle negative sono quelle riguardanti i problemi di affidabilità (che accompagnano la Ferrari da inizio stagione) e quelle relative alle strategie non sempre impeccabili del muretto.

Ma soprattutto, la certezza più grande, ahimè, è quella che sancisce una certa incapacità del muretto Ferrari nel gestire i due piloti.

Si, perché a quanto pare, i due piloti Ferrari avevano un accordo per la gestione della partenza, ma sono stati gestiti in malo modo con lo svolgimento della gara.

Gli accordi, sembra che prevedessero una scia tirata a Seb Vettel da Charles Leclerc per arrivare alla prima curva circa in prima e seconda posizione.

Cosa che è stata rispettata ed eseguita perfettamente.

Da li in poi è iniziato un teatrino pietoso via radio tra i i due piloti verso il muretto box, per la gestione delle posizioni in pista.

Diatriba dettata dal fatto che ognuno dei due piloti credeva di essere nella ragione, Charles per aver dato la scia (aspettando la posizone indietro), e Vettel per aver preso prima della staccata la posizone (andando poi in fuga con un gran passo).

Ora, elevandosi da quelle che sono le idee dei singoli, se avesse ragione Charles a chiedere la posizione (magari in virtù di accordi interni), o Seb a non cederla (forte del suo passo gara), ciò che emerge chiaramente è l'incapacità del muretto Ferrari nel gestire questa situazione.

Una situazione, dei due galli nel pollaio, non certo capitata, ma cercata dallo stesso team di Maranello, con la promozione di Charles Leclerc in prima squadra, abbracciando la formazione delle due punte.

Più che incapacità di gestire, a mancare a Maranello è il polso della situazione, ovvero la capacità di imporsi con i piloti.


Mancanza emersa in modo lapalissiano oggi, ma emersa anche in precedenza nella stagione, ogni qualvolta si è dovuto dare un team order.

Spieghiamoci meglio.

Poniamo il caso che gli accordi prevedessero la scia a Seb, con successivo scambio di posizioni dopo i primi giri, è inammissibile tutto quello scambio di comunicazioni radio.

Molto più adeguato sarebbe stato un perentorio intervento del team per fare lo scambio di posizoni nell'immediato, se davvero questa era la scelta migliore.

Cosa che non è stata fatta, visto che Hamilton era piu vicino a Leclerc di quanto Charles non lo fosse a Seb, che apriva il gap a suon di giri veloci.

A quel punto, preso atto della supremazia del tedesco, è ancora una volta mancata la forza nel muretto.

Ovvero, era più opportuno prendere atto dei valori in campo, e decidere per Seb una strategia migliore per rimetterlo in pista leader della gara, senza vanificare il suo distacco accumulato su Leclerc.

Una scelta, la seconda, forse più azzeccata, in virtù anche del mantra di Mattia Binotto, ovvero che non importa quale è il pilota a vincere ma l'unica cosa che conta è che a vincere sia una Ferrari.

Scelte, queste che hanno in parte contributo a gettare al vento il successo in terra Russa, ma soprattutto hanno fatto si che la rivalità interna tra i due "galli" si faccia sempre più acuta e il loro rapporto sempre più teso.

Una scelta che, di fatto, va ad aggiungere un ulteriore problema alla lista di Mattia Binotto che, in realtà, dovrebbe occuparsi di vari aspetti, diversi della gestione dei piloti.

Ma è proprio qui, che la Ferrari dovrà dare un'ulteriore risposta, poiché un team che in poco tempo ha reso un progetto infelice una vettura super performante, non può permettersi questi passi falsi nella gestione dei driver, che causa tensione e perdita di punti.

Si prospettano dunque meeting di fuoco in Rosso, visto che sia Charles che Seb erano convinti di essere nella ragione, a causa della poca chiarezza degli accordi presi.

Meeting che dovranno far si che in futuro non accadano più situazioni del genere, finalizzate all'interesse personale, e che dovranno rasserenare i rapporti tra i due piloti.

Perché non è l'interesse personale che fa parte di quello spirito di #essereferrari tanto celebrato ed elogiato in in questo 2019.


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f1 | ferrari | 2019 | scuderia | vettel | leclerc | binotto | pu | maranello |


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