Panico in F1: il «trucco» di Mercedes e Red Bull è legale. Ma ricordate il 2022?
La settimana di festività natalizie è stata tutt'altro che tranquilla per la Federazione Internazionale, ritrovatasi a dover gestire uno scandalo legato ad un "trucco" sviluppato da Mercedes e Red Bull per il 2026. In F1 è panico totale, ma...

27/12/2025 08:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

La Formula 1 non si ferma mai. Neanche nella pausa invernale tra una stagione e l'altra. Neanche quando c'è un cambio regolamentare rivoluzionario, mai visto prima. Neanche nei giorni delle festività natalizie.

Una notizia ha sconvolto il mondo della classe regina del motorsport: secondo alcune fonti, la Mercedes e la Red Bull avrebbero trovato un "trucco" nei motori 2026. E la FIA lo avrebbe approvato.

La vicenda

Il sistema scovato dagli ingegneri delle rispettive squadre consisterebbe nell'uso di una power unit con un rapporto di compressione modificato.

Ciò sarebbe possibile attraverso l'uso di materiali concessi dal regolamento, sfruttati in maniera tale da superare i test a freddo e dilatarsi con l'aumento del calore, che all'interno del cofano motore raggiunge temperature ben superiori ai 100 gradi Celsius.

Secondo delle stime, il guadagno prestazionale potrebbe aggirarsi intorno ai 13 cavalli, pari a 3 decimi al giro sulla pista di Melbourne, in Australia, la prima del campionato.

Ad aver approfondito questa soluzione tecnica sarebbe stata in primis la Mercedes. La Red Bull, invece, lo avrebbe scoperto attraverso un motorista sottratto al team di Brackley, e che ne avrebbe rivelato i segreti.

La possibilità che queste squadre, ed i rispettivi clienti (ovvero McLaren, Williams, Alpine e Racing Bulls), possano beneficiare di un vantaggio simile ha spaventato i rivali, che avrebbero prontamente chiesto chiarimenti alla FIA.

Eppure, la Federazione Internazionale non sarebbe intervenuta con una manovra restrittiva: il sistema sarebbe stato giudicato in linea con il regolamento tecnico.

Se il distacco reale dovesse rivelarsi coerente alle previsioni, gli avversari potrebbero addirittura ritrovarsi nella condizione di ricorrere all'ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), il nuovo meccanismo che consentirà sviluppi extra ogni sei gare ai costruttori che non raggiungono il 98% della potenza dei leader.

Bisogna, però, attendere prima di giungere a conclusioni.

Attenzione ai giudizi affrettati

Chi ricorda il 2022? La Mercedes si presenta ai test pre-stagionali del Bahrain con le famose "zero-pod", ovvero delle pance completamente aderenti al corpo vettura.

L'intero paddock grida allo scandalo, protestando con la FIA ed affermando convintamente che la soluzione tecnica della squadra di Toto Wolff "è contro lo spirito del regolamento".

Secondo le simulazioni, quel disegno aerodinamico avrebbe potuto significare un vantaggio di circa 1 secondo al giro. Invece, le Frecce d'Argento vinceranno solamente 1 gara su 22.

La questione odierna differisce solamente in un particolare: in questo caso, si parla di cavalli del motore, non di prestazione in galleria del vento.

L'allarmismo è lo stesso di quell'inverno. Ed è, al momento, assolutamente ingiustificato. Non solo perché mancano dieci settimane all'inizio della stagione, ma anche per la quantità di fattori da considerare.

L'innovativa Formula 1 del 2026 non sarà solamente basata sulla potenza erogata dal motore: influiranno molto anche il carburante e, come all'inizio di ogni ciclo regolamentare, il peso delle monoposto (la Ferrari iniziò il campionato con 20 kg in meno alla Red Bull quattro anni fa).

Insomma, il Mondiale non è già finito prima di iniziare. Basti ricordare che i motorizzati Mercedes sono quattro e che, sulla carta, hanno tutti un'ottima possibilità di costruire un buon telaio (Mercedes e McLaren per strumenti, Williams e Alpine per maggior tempo a disposizione in galleria del vento, ottenuto con un piazzamento più arretrato in classifica nel 2025). Lo stesso discorso vale per la Red Bull, non chiaramente per la Racing Bulls, che è a tutti gli effetti un team satellite.

Successivamente, non si può ignorare quanto in Formula 1 le cose possano cambiare molto velocemente. Con un incidente, un problema di affidabilità - che saranno probabilmente più ricorrenti, visto il cambio regolamentare radicale - o uno sviluppo ben riuscito, le sorti di un intero campionato rischiano di ribaltarsi completamente.

D'altronde, nella primavera del 2022, in quanti avrebbero scommesso su Ferrari vincitrice di entrambi i titoli? E in quanti avrebbero avuto ragione a dicembre? Serve aggiungere altro?

 

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Foto copertina x.com


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