Pirelli, Isola in esclusiva: «Team divisi in gruppi. All'interno tutti molto vicini»
Grazie al tempo concessoci da Mario Isola, direttore motorsport Pirelli, abbiamo avuto modo di toccare tantissimi temi a pochi giorni dall'inizio del mondiale segnato dal cambio regolamentare. Tempo anche per una risposta ad Alonso: "Nessuno userà le auto 2025"

24/02/2026 20:15:00 Tempo di lettura: 8 minuti

Durante la seconda sessione di test in Bahrain abbiamo avuto il piacere, assieme al nostro direttore di Formula1,it, Daniele Muscarella, di intervistare il Direttore Motorsport Pirelli, Mario Isola. Abbiamo potuto toccare davvero moltissimi temi. Gli argomenti che vi proponiamo oggi riguardano le difficoltà che incontreranno i piloti nell'effettuare un buon giro di qualifica, la gestione degli pneumatici e le sensazioni del manager italiano rispetto a quelli che potranno essere i valori in campo tra le squadre in quest'inizio di stagione segnata dal grande cambiamento regolamentare.

Giri necessari alla preparazzione della qualifica

M. Sassara: Molti credono che occorreranno due giri di preparazione per poter ottenere il massimo da queste vetture durante il giro di qualifica. A quali aspetti dovranno stare attenti i piloti in questa delicata fase?

M. Isola: “Il tema della preparazione al giro di qualifica non riguarda tanto il recupero, ma la conservazione dell’energia. Questo della qualifica è un argomento vivo, che sarà molto presente sulle piste a bassa severità o dove si avrà un grande delta tra asse anteriore e posteriore. A me viene in mente Baku, ma ce ne saranno altre nel corso del mondiale. Se da un lato l’asse posteriore genera costantemente energia grazie alla trazione, si fa fatica a mandare in temperatura l’asse anteriore proprio per la sua natura a bassa severità. Cosa significa questo? Nel giro di out fino al 2025 si tendeva a spingere maggiormente per portare in temperatura le gomme anteriori senza mandare in overheating il posteriore, bilanciavano i due assi e quando partivano per il giro di push avevano le 4 gomme al picco di grip. Oggi portare le 4 gomme al picco di grip si può, ma costa parte dell’energia che poi serve durante il giro di push. Effettuare dunque un out lap e un preparation lap, ti permette di portare le gomme in temperatura in modo graduale gestendo l’energia. Per questa ragione riteniamo che su certe piste ci sarà il doppio giro prima di spingere per il tempo di qualifica. Tu devi avere sia la gomma in temperatura che la batteria carica".

M. Sassara: In pratica si tratta di lavorare in sincrono sul fronte batteria e gomme per due giri, giusto?

M. Isola: “Sì esatto. Poi cercheranno di capire qual è il sistema migliore. Si può anche spingere un po’ di più nel giro di out, portare la gomma in temperatura e poi nel preparation lap gestire la temperatura e contemporaneamente ricaricare, che è un po’ quanto stavate ipotizzando voi. Il sistema ideale non ci è ancora chiaro e non sta a noi ricercarlo. Quello che possiamo dire è che probabilmente non sarà lo stesso su tutte le piste. Se prendiamo per esempio Silverstone, in condizioni meteo decenti, parliamo di una pista con tanto carico laterale, in cui non si fa fatica a portare in temperatura l’asse anteriore. Non c’è bisogno di creare questa situazione, quindi su piste come Qatar e Silverstone, è molto probabile che con un giro di out tu abbia già la gomma più pronta”.

Isola, Sassara, Muscarella

Nell'immagine abbiamo Mario Isola, direttore motorsport Pirelli, in primo piano, mentre nel riquadrino, partendo da sinistra il direttore di Formula1.it, Daniele Muscarella e il redattore Marco Sassara.

Gestione gomme, Isola risponde ad Alonso: "Nessuno userà le auto 2025"

D. Muscarella: La dimensione delle gomme, dal momento che saranno più piccole rispetto allo scorso anno, avranno più problemi a mantenere la temperatura?

M. Isola: “No. Abbiamo visto che le prestazioni non sono lontane da quelle dello scorso anno. Soprattutto l’auto lavora in modo diverso. In rettilineo hai un carico inferiore in rettilineo, che permette velocità maggiori, ma poi in curva il carico c’è. Per cui l’energia in curva c’è e va ad incidere sulla gomma più piccola (l’anteriore, ndr), Noi abbiamo lavorato con l’attenzione a ridurre l’overheating senza penalizzare il degrado. Abbiamo già ridotto il graining, quindi se andavamo a ridurre troppo il degrado il rischio era quello di avere sulla maggior parte delle gare la sosta singola e non è quello che vogliamo. L’idea è quella di garantire sempre un mix a livello di strategie”.

M. Sassara: Prendendo come spunto le parole rilasciate da Fernando Alonso (pilota Aston Martin), dopo la prima sessione di test, con i piloti che dovranno stare attenti in curva a risparmiare, o meglio non consumare energia, questo potrà andare a vantaggio della gestione gomma? Non dovendole stressare troppo.

M. Isola: “Sì, è proprio una situazione diversa dallo scorso anno. È diversa la frenata, la percorrenza di curva, l’uscita di curva… Tutto questo di cui stiamo parlando dovrà essere poi valutato. Ciò che ti posso dire con le informazioni che abbiamo oggi è che i dati raccolti lo scorso anno con le mule car li abbiamo potuti abbastanza confermare. Io personalmente avevo dubbi a riguardo. Quindi, come comportamento mescola, bilancio anteriore-posteriore, effetti particolari come graining, che non abbiamo visto, blister, che non abbiamo visto, siamo soddisfatti. Abbiamo ridefinito tutto il profilo della gomma, l’impronta a terra in modo che non ci fossero picchi di temperatura che possono generare blister. Anche il delta tempo tra le mescole è un altro dato che siamo riusciti a confermare. Sul degrado resta un punto di domanda. Nei test è logico che i team non si vogliano scoprire, però un po’ di degrado lo si è visto e vedremo solo in gara l’impatto che questo avrà sulle strategie. Tornando a quanto affermato da Fernando (Alonso, ndr) è chiaro che è un modo diverso di guidare la vettura, nessuno guiderà le vetture 2025 al posto delle auto 2026. Ci sarà una situazione livellata su un altro approccio alla guida e alla curva. Ci sono tantissime cose che cambiano. Quando chiudono l’SM, l’ala scarica si carica immediatamente, quindi anche quella fase ha un impatto sullo pneumatico. Poi subito dopo arriva la frenata. Ci sono tanti aspetti che anche noi come Pirelli stiamo studiando e capendo. Come cambierà lo stress di pneumatico tra le condizioni di asciutto e quelle di low grip condition? Ovvero sul bagnato e in condizioni di basso grip. Quando il sistema di fatto non sarà utilizzato, se non parzialmente sull’ala anteriore. Resterà tanto carico dietro, mentre davanti un po’ si scarica. Ci saranno cambiamenti a livello di bilancio? Probabilmente sì, ma va capito. Ad esempio le mule car non davano l’opportunità di simulare questo effetto”.

Forze in campo, le sensazioni della Pirelli

D. Muscarella: Senza fare nomi… In base ai dati ricevuti dalle scuderie, ci saranno delle grandi differenze a livello di gestione gomma tra i vari team?

M. Isola: “C’era una grande differenza sui dati delle simulazioni ricevute a giugno 2025, noi abbiamo diversi gate. Sulla base dei progressi che le squadre fanno con il modello, noi poi riceviamo delle simulazioni. Poi queste differenze si erano molto ridotte nelle simulazioni di dicembre 2025. Questi dati a noi servono per definire, per avere la prima idea di prescrizione dello pneumatico, sia per iniziare a pensare alla selezione che dobbiamo fare per i GP. Tendenzialmente i dati vanno poi a convergere. Già abbiamo visto un avvicinamento. Ci saranno delle differenze di tempo sul giro? Sì. La mia sensazione è che ci saranno dei gruppi. Stiamo vedendo delle squadre che rappresentano i top-team, il midfield e qualcuno che sta facendo un po’ più difficoltà. Però all’interno dei gruppi sono tutti abbastanza vicini”.


Condivideremo con voi altre parti della chiacchierata avuta con Mario Isola in questi giorni.


Si ringrazia la Pirelli e Mario Isola per la cordialità e la disponibilità mostrata nell’intervista. La riproduzione parziale di questa intervista esclusiva è possibile previa citazione dell’autore (Marco Sassara) e della fonte formula1.it con il link al contenuto originale.


Foto: Formula1.it

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