La Ferrari ha deciso, almeno per il momento, di accantonare la nuova ala posteriore utilizzata nei test in Bahrain e nelle FP1 in Cina, e soprannominata “Macarena”. Dopo le valutazioni effettuate nelle prove libere, il team di Maranello ha infatti scelto di smontare il nuovo elemento da entrambe le vetture, tornando alla configurazione tradizionale già utilizzata in Australia.
Una scelta che sembra nascere soprattutto dalle sensazioni emerse in pista e dai dati raccolti durante il lavoro nell’ora di prove libere. Il punto critico, a quanto filtra, sarebbe legato alla guidabilità della vettura: il profilo ribaltabile non avrebbe dato ai piloti la fiducia sperata, soprattutto in approccio alle curve a media velocità, cioè in quelle fasi in cui la monoposto non percorre la traiettoria perfettamente dritta e richiede grande stabilità nel transitorio aerodinamico. Proprio lì la soluzione avrebbe generato una certa instabilità, rendendo la macchina più difficile da interpretare.
Il quadro si complica ulteriormente perché la Ferrari starebbe lavorando anche su un diverso approccio alla gestione della ricarica dell’energia, sfruttando maggiormente i giri motore nelle curve medio-lente e medio-veloci. Un cambiamento che, sommato a un retrotreno meno prevedibile, rischia di accentuare la sensazione di una vettura nervosa, poco lineare e quindi più difficile da mettere nelle mani dei piloti.
Per questo, almeno in questa fase, a Maranello hanno preferito fare un passo indietro. La nuova ala non sarebbe stata bocciata in modo definitivo, ma semplicemente rinviata a un appuntamento successivo, quando ci saranno condizioni migliori per capirne davvero il potenziale e, soprattutto, per separarne gli effetti da quelli delle altre modifiche in corso. È una scelta prudente, ma anche logica: in una fase in cui la Ferrari sta cercando di migliorare il comportamento complessivo della vettura, aggiungere contemporaneamente troppi elementi di variabilità rischia soltanto di confondere il quadro.
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