Vibrazioni, ritiri e scuse finite: Honda arriva al Giappone in emergenza
18/03/2026 12:20:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Per Honda, partner tecnico di Aston Martin, l’avvio della stagione 2026 è diventato una prova di resistenza più che un debutto. Dopo il doppio ritiro in Australia, anche il Gran Premio di Cina si è trasformato in un nuovo campanello d’allarme: entrambe le vetture fuori gara, problemi di affidabilità evidenti e un caso Alonso che ha fatto scattare l’allarme rosso.

 

Vibrazioni, dolore e ritiro: il caso Alonso scuote Honda

Vibrazioni, ritiri e scuse finite: Honda arriva al Giappone in emergenza

A Shanghai, la situazione è precipitata. Fernando Alonso ha riportato forti vibrazioni al punto da perdere sensibilità a mani e piedi, ed è stato costretto al ritiro. Un episodio che ha messo in luce un problema non solo tecnico, ma anche di sicurezza.

Shintaro Orihara, direttore generale e ingegnere capo Honda F1, ha riconosciuto che i progressi ci sono stati, ma non abbastanza per parlare di svolta.

«Non possiamo essere soddisfatti del doppio ritiro ottenuto oggi al GP di Cina. Tuttavia, guardando al lato positivo, è incoraggiante aver potuto accumulare più chilometri rispetto a Melbourne. L'affidabilità è migliorata nel corso del weekend di sprint, ma non è ancora sufficiente per completare l’intera distanza di gara.

Le vibrazioni a livello di sistema sono migliorate, ma permangono ancora dei problemi in termini di comfort per il pilota. Questo è un tema importante su cui lavorare in vista del prossimo GP del Giappone».

 

Il caso Stroll e un regolamento che non perdona

Come se non bastasse, Honda non ha ancora individuato le cause del ritiro di Lance Stroll. L’indagine è in corso insieme alla sede HRC di Sakura e al team Aston Martin.

«Stiamo attualmente indagando sulle cause del ritiro di Lance. Continueremo a lavorare in collaborazione con la sede HRC di Sakura e Aston Martin per capire cosa sia successo al nono giro».

Orihara ha poi affrontato il tema più delicato: il regolamento 2026, che sta mettendo in difficoltà tutti, ma che non può diventare un alibi.

«Il regolamento del 2026 non è affatto semplice. Lo dimostrano chiaramente il numero di ritiri e di DNS di oggi. Tuttavia, questo non può essere una scusa per la nostra affidabilità o le nostre prestazioni. C’è ancora molto da fare. Per noi, in questo momento, questa è la priorità assoluta».

 

Per Honda, questo inizio di stagione è un percorso a ostacoli. L’affidabilità non c’è, le vibrazioni restano un problema serio e i ritiri consecutivi hanno minato la fiducia del team. Il prossimo appuntamento, il Gran Premio del Giappone, non sarà una gara qualunque: sarà un banco di prova cruciale, davanti al pubblico di casa, per dimostrare che si ha già la chiave per risolvere il momento di difficoltà.

Honda non ha più margine d’errore. E lo sa benissimo.

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