Le risposte le doveva prima di tutto a sé stesso. Più che al paddock, più che ai critici... A sé stesso. Ed è proprio per questo che quanto visto nelle ultime due settimane pesa più di un semplice risultato. Perché Lewis Hamilton non si è limitato a fare bene, ma ha dato la sensazione di essere tornato il campione che ha sempre dimostrato di essere.
I primi segnali, in realtà, si erano già intravisti in Australia. Lampi, sprazzi, frammenti di quel pilota capace di spostare gli equilibri. A Shanghai è poi arrivata quella conferma che milioni di Tifosi stavano aspettando: quella che cancella i dubbi e rimette ordine alla narrazione. Una risposta concreta - quasi necessaria - anche alla luce di quel lampo nella Sprint cinese di dodici mesi prima che aveva in realtà lasciato più dubbi che certezze.
Il segnale più importante è arrivato nel corpo a corpo; la bagarre con George Russell nella Sprint e soprattutto il duello con Charles Leclerc nella gara della domenica hanno restituito al mondo della Formula 1 un Hamilton combattivo, presente, dentro al weekend dall’inizio alla fine.

Non solo ritmo gara, ma anche solidità sul giro secco: significativo il fatto di essere stato davanti al compagno per tutta la durata del fine settimana, interrompendo una striscia negativa in qualifica (7-0) che iniziava a pesare non poco. Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché è proprio da lì che passa gran parte della fiducia di un pilota.
Tra SR e gara lunga - poi - si è rivisto il marchio di fabbrica del sette volte Campione del Mondo: gestione, lucidità e capacità di leggere i momenti. Emblematico il confronto con lo stesso Leclerc, apparso meno a suo agio su una pista che storicamente non gli ha mai restituito grandi sensazioni.
Il risultato finale conta, ma ancora di più il messaggio: Hamilton c’è. E allora... Bentornato, Sir Lewis.
Leggi anche: Ferrari, Hamilton prende tempo sull'arrivo del nuovo ingegnere. «È uno stimolo»
Leggi anche: Ingiocabili?
Foto copertina f1grandprix.motorionline.com
Foto interna staticfanpage.akamaized.net