E' un Lewis Hamilton sereno, molto diverso da quello che abbiamo visto qui la passata stagione nello stesso motorhome. Dopo due secondi posti consecutivi, il sette volte campione del mondo ha preferito comunque tenere bassa l’enfasi, ricordando che l’obiettivo non è approfittare degli errori Mercedes, ma costruire una macchina capace di vincere per merito.
“Noi esistiamo per vincere, e non per vincere grazie ai problemi di qualcun altro. Esistiamo per vincere attraverso la prestazione pura, dominando la situazione. È quello verso cui stiamo lavorando”, ha spiegato Hamilton.
Il salto rispetto alla scorsa stagione, secondo Hamilton, nasce soprattutto da una monoposto su cui ha potuto finalmente incidere. Il britannico ha spiegato di aver trovato una squadra più ricettiva, capace di ascoltare le sue indicazioni e trasformarle in soluzioni tecniche.
“Sono passato da una stagione e da una macchina che avevo ereditato, sulla quale non avevo avuto alcun input, a una vettura sulla quale ho potuto dare indicazioni. Ci sono elementi che avevo chiesto e il team ha ascoltato”.
Hamilton insiste però su un punto: non esiste una singola modifica miracolosa. Il miglioramento nasce da tanti dettagli messi insieme, dal lavoro con gli ingegneri, dalla preparazione personale e da una Ferrari che sembra finalmente muoversi con maggiore coerenza.
Uno dei passaggi più interessanti riguarda il caldissimo tema dei freni, acceso dai problemi letteralmente urlati da Leclerc nel fine settimana monegasco. Hamilton ha confermato di aver cambiato materiale già dal Giappone, dopo averlo richiesto da tempo. Leclerc, inizialmente, aveva scelto di restare su un’altra configurazione, salvo poi cambiare idea dopo gli ultimi weekend complicati.
“Ho cambiato i freni in Giappone. Era qualcosa che avevo chiesto molto tempo fa. Entrambi avevamo provato l’opzione che sto usando io, Charles alla fine non l’aveva voluta e aveva scelto quella che aveva. Ora ha cambiato idea”.
La Ferrari sta cercando di uniformare le direzioni tecniche e, soprattutto, di dare ai piloti una base più prevedibile. Per Leclerc sarà un passaggio delicato, perché il feeling in frenata resta uno degli elementi decisivi per tornare ad attaccare il limite con fiducia.
Hamilton ha poi offerto una lettura molto netta del divario visto a Monaco. Se spesso si è parlato di una Ferrari penalizzata dalla power unit, il britannico ha indicato un fattore completamente diverso, su cui si pensava che la SF-26 avesse un punto di forza: il carico aerodinamico.
“Penso sia puro downforce. A Monaco potevo vedere, quando ero dietro, quanto prima riuscisse ad andare sul gas e quanto più posteriore avesse in curva. Io non riuscivo a tenere quel ritmo, ed è solo carico aerodinamico”.
È una valutazione pesante, perché sposta il problema dal motore alla macchina nel suo complesso. Su piste lente e tecniche, dove la potenza conta meno, la Ferrari ha comunque bisogno di generare più aderenza e stabilità, soprattutto al posteriore. Barcellona, da questo punto di vista, sarà un test più completo e meno ingannevole.
Il britannico ha raccontato una Ferrari più allineata, più disposta a cambiare e finalmente più vicina all’idea di squadra innovatrice che lui aveva in mente al momento del suo arrivo.
“L’anno scorso dicevo: dov’è la nostra innovazione? La Ferrari dovrebbe essere quella che innova, quella che gli altri team cercano di copiare. Quest’anno arriviamo con soluzioni innovative che altri hanno seguito, e ce n’è ancora molta in arrivo”.
Ha citato anche Fred Vasseur, sottolineando come il team principal lo abbia aiutato a introdurre alcuni cambiamenti desiderati. Una collaborazione che, almeno nelle parole, sembra aver liberato energie.
Nonostante i progressi, Hamilton non ha nascosto la forza degli avversari. Mercedes resta molto difficile da battere, mentre Red Bull ha sorpreso tutti con il proprio motore. Sul tema delle power unit e delle possibili concessioni regolamentari, il britannico si è detto sorpreso, ma prudente.
“È sicuramente una sorpresa, perché i motori Red Bull e Mercedes sono molto, molto vicini. Red Bull ha fatto un lavoro incredibile, ma anche Mercedes. Non c’è ancora una decisione ufficiale”.