Il Red Bull Ring ospita l’ottavo round del mondiale. Le gare sul circuito di Spielberg sono state solitamente molto divertenti in passato e anche l’edizione del 2026 sembra che rispetterà questo trend. Posto tra i 660 e i 750 metri sul livello del mare, rappresenta il primo evento in cui le power unit saranno messe alla prova in quanto ad affidabilità. L’aria più rarefatta, rispetto ai tradizionali eventi vicini al livello del mare e le alte temperature potranno essere l’ago della bilancia del weekend.
La Ferrari ha cercato di proteggersi dagli inconvenienti montando delle unità nuove di zecca (e tra l’altro anche aggiornate), con la Mercedes che oltre a contare sulle dimensioni di una turbina maggiorata per gestire meglio la prova austriaca ha seguito le orme del Cavallino montando delle nuove unità (anche se non aggiornate, la casa di Maranello e quella di Stoccarda sono praticamente nella stessa situazione in quanto a elementi power unit utilizzati, leggi qui).
Tra le sfide da superare ci saranno anche le alte temperature che interesseranno il GP. Durante le qualifiche la colonnina di mercurio ha raggiunto il valore più alto del weekend, 53°C di asfalto. Caldo che metterà a dura prova le power unit ed avrà degli effetti anche sulla gestione degli pneumatici e delle strategie. Come al solito, prima di rendervi partecipi del nostro pensiero andiamo a prendere visione dei suggerimenti offerti dal produttore di pneumatici ai team.
Al termine delle qualifiche, il direttore motorsport Pirelli, Dario Marrafuschi, ha analizzato la situazione gomme dando ai piloti i seguenti consigli per la gara odierna: “La Medium C4 e la Hard C3 hanno mostrato un degrado simile sulle lunghe distanze. Possono dunque considerarsi intercambiabili con un leggero vantaggio in termini di aderenza a favore della C4. Partendo dunque su Medie, quei piloti che disporranno ancora di due set di Hard (ovvero Russell, Antonelli, Hamilton, Leclerc, Piastri, Norris e Verstappen, ndr), potrebbero portare a termine la gara mediante una strategia M-H-H. Gli altri invece potranno virare su M-H-M, andando a riutilizzare la Medium nel finale”.

“Qualcuno potrebbe optare per la Soft alla partenza per avere una maggiore aderenza. Chi la utilizzerà potrà pensare di sostituirla tra il 14° e il 20° giro per poi andare su Medie e terminare su Hard. Esiste poi un’opzione a tre soste. Soft al via che se utilizzata e sostituita in anticipo rispetto agli altri potrebbe permettere di avere un vantaggio sui concorrenti in termini di undercut. Tale strategia risulta più lenta di soli due secondi rispetto all’opzione a due soste in condizioni di traffico, se invece si pensa di poter fare una gara completamente in aria libera sarebbe anche la più veloce. Se qualcuno sognasse di ripetere l’impresa fatta da Hamilton a Barcellona, potrebbe anche provarci”, ha concluso Marrafuschi.
Osservando i treni di gomme rimaste a disposizione dei piloti possiamo dividere la griglia in due gruppi. Quello di testa, composto da Russell, Antonelli, Hamilton, Leclerc, Piastri, Norris e Verstappen ha mantenuto due set di Hard C3. Di conseguenza dovrebbe riuscire a concludere la gara mediante la strategia M-H-H o al più, chi si sentisse di poter avere una buona gestione della Soft, potrebbe fare S-M-H o S-H-H.

Tutti gli altri, compreso Hadjar, hanno deciso di mantenere invece due set nuovi di Medie C4. Concordiamo con la Pirelli nel dire che la maggior parte di loro dovrebbe optare per una strategia M-H-M, oppure S-M-H per essere più competitivi nelle fasi iniziali.
Sembra tutto semplice, eppure il caldo e il degrado potrebbero giocare un ruolo importante in gara. Come accaduto al Montmelò, la strategia a tre soste, data anche come più rapida dalle simulazioni, potrebbe causare un gran scompiglio a livello di strategie.
Coloro che decideranno di utilizzarla opteranno quasi sicuramente per la Soft C5 al via. Secondo la nostra opinione, non tanto perché al Montmelò ha permesso a Hamilton di conquistare la sua prima vittoria in Rosso, la Ferrari farebbe bene a ripetere la strategia adottata due settimane fa. Leclerc e Hamilton scattano dalla seconda e terza posizione, le Mercedes in prima e quarta.

Differenziare le strategie come fatto in Spagna potrebbe mettere le Mercedes un po’ più in difficoltà ed è su questo che la squadra di Maranello dovrebbe puntare. Un pilota su due soste e uno su tre le garantirebbe di essere potenzialmente pronta a sfruttare qualsiasi opportunità le si possa presentare nel corso della gara.
Puntare su tre soste, con uno dei due piloti non è una pazzia. Anzi, sarebbe una pazzia non provarci. Uno degli aspetti più interessanti, se la Ferrari deciderà infine di replicare la strategia spagnola, sarà osservare le possibili contromosse della Mercedes per evitare di compiere gli stessi errori fatti al Montmelò. Questa volta riuscirà a dire ai suoi piloti di effettuare dei pit stop non programmati per andare in copertura sulla Ferrari? E se sì, chi sceglierà dei due?
Foto: Fabio Vegetti; grafiche interne: Pirelli