La 250esima vittoria del Cavallino Rampante in Formula 1 è stata celebrata sul tracciato in cui la storica scuderia modenese colse il primo successo con José Froilán González: il leggendario circuito di Silverstone.
Una vittoria assolutamente inaspettata dopo la deludente prestazione della Ferrari in Austria. Per la Scuderia Ferrari si tratta di un risultato pesantissimo dal punto di vista tecnico e morale.
La nona vittoria di Charles Leclerc mette fine a un lungo digiuno, durato quasi due anni. Tuttavia, l'aspetto più importante è che, per la prima volta in questa stagione, il pilota monegasco è sembrato in simbiosi con la SF-26 dopo una terribile sequenza di gare deludenti.
Lo ha fatto battendo Lewis Hamilton in qualifica e in gara, sulla pista che è una sorta di giardino di casa del sette volte campione del mondo.
L'analisi obiettiva della gara non può non tenere in considerazione il problema occorso alla Mercedes W17 di Kimi Antonelli, che nelle fasi finali della gara sembrava avere il passo per portarsi al comando, grazie anche agli pneumatici più "freschi".
L'ennesimo problema di affidabilità occorso alla Red Bull di Max Verstappen ha richiesto l'ingresso della Safety Car. Mercedes, con Russell, ha giocato il jolly restando in pista e inserendosi tra gli alfieri del Cavallino Rampante.
Quando tutti pensavano che la gara sarebbe ripresa, è arrivata la più atroce delle beffe per Lewis Hamilton. La corsa si è infatti conclusa in regime di Safety Car tra mille polemiche, nonostante dopo Monza 2022 si fosse chiesto di non mortificare lo spettacolo con una mesta processione fino alla bandiera a scacchi.
In sostanza, la Ferrari ha perso una doppietta ormai scontata, mentre "Lucky Russell" continua a rosicchiare punti al leader della classifica.
La lezione di Silverstone potrebbe decidere le sorti di questa stagione. La Mercedes W17 è senza dubbio la monoposto più veloce in pista, almeno nelle mani di Kimi Antonelli. Tuttavia, i problemi di affidabilità iniziano a essere frequenti.
Fino a quando le Frecce d'Argento hanno potuto gestire un enorme vantaggio sulla concorrenza, tutte le componenti della monoposto sono state amministrate in modo parsimonioso. Il grande merito della Ferrari è stato quello di chiudere questo gap su alcuni circuiti, obbligando Antonelli e Russell a spremere il mezzo.
Questo sarà il mondiale della consistenza e della continuità di risultati. Del resto basta scorrere la classifica piloti per comprenderlo.
Kimi Antonelli, con ben cinque successi in nove gare, è braccato dal suo team mate a -25 con sole due vittorie in questa stagione e da Lewis Hamilton a -32, tornato al successo a Barcellona.
Se davvero questo campionato sarà una sfida tra passisti, anche il risultato conseguito da Hamilton e Leclerc al Red Bull Ring deve essere visto da un'altra prospettiva. Gli uomini di Maranello sono consapevoli di non avere la migliore Power Unit, ma stanno massimizzando tutte le aree della monoposto.
La SF-26 assomiglia maledettamente alla SF70H, la monoposto del 2017: un ottimo progetto aeromeccanico che pagava ancora il ritardo tecnologico nel campo delle Power Unit di prima generazione rispetto proprio a Mercedes.
La storia di questo mondiale potrebbe essere diversa, specie se la Rossa continuerà a mettere legna in cascina, restando in scia dei leader del mondiale in entrambe le classifiche iridate.