In Ferrari avevano capito da tempo che la SF-26 non sarebbe stata dotata della miglior power unit della griglia e avevano messo in conto di ottenere l'ADUO da parte della FIA. Lo avevano fatto con la consapevolezza di trovarsi nella fascia del 4% di gap dal motore di riferimento, l'ICE Red Bull, tale da poter mettere mano in modo significativo alla power unit nella speranza di limare l'evidente gap di motore emerso sin dai primi GP della stagione. Un programma di sviluppo entrato nel vivo dopo aver appreso l'esito delle indagini condotte dal moderatore.
Un'indagine che ha portato i suoi frutti dopo il GP di Monaco, ma che è stata soggetta a ritardi legati a una revisione dovuta a ulteriori verifiche della FIA. Da quanto emerso, le voci legate alle attribuzioni ADUO non hanno lasciato spazio a dubbi: la rossa potrà beneficiare delle possibilità extra di sviluppo legate all'unità motrice, potendo intervenire sulla propria power unit per due volte nell'anno in corso.
La Ferrari, che a quanto ci è stato suggerito aveva previsto da tempo di ottenere l'ADUO, ha dunque programmato uno sviluppo della propria PU in due fasi: la prima scattata con l'upgrade arrivato in Austria e la seconda che dovrebbe arrivare a fine estate. Un primo step reso possibile dall'affinamento dello 067/6 da parte dei tecnici e dal lavoro della Shell sulla benzina. Sul primo fattore, il lavoro sul propulsore, nostre fonti vicine alla Scuderia riportano però difficoltà riscontrate dai motoristi nel trovare potenza. Per questo motivo, il balzo in avanti legato al primo motore evoluto con le possibilità offerte dal regolamento si attesterebbe, al massimo, sui 5 cavalli di guadagno complessivo.
Non tanto, secondo i dati realistici riportati, ma uno step funzionale in vista del secondo aggiornamento che la Ferrari introdurrà in estate. La Scuderia andrà a "toccare" il turbocompressore dello 067/6, dopo che a inizio anno era stato scelto un turbo più piccolo rispetto a quello dei rivali, pagando in termini di potenza per massimizzare lo scatto al via. Una scelta che, con gli interventi della FIA per motivi di sicurezza, non ha più portato i frutti sperati, rendendo necessaria una turbina più grande.
Come detto, parte dei passi in avanti della Scuderia sono e saranno legati al lavoro del fornitore di benzina. La Shell, con la ricerca e la delibera di nuove formulazioni di combustibile, slegate dai limiti di ricerca e dal budget cap, potrebbe infatti garantire cavalli "gratis" allo 067/6. Un primo passo, a quanto pare, è arrivato con la nuova unità a Spielberg. Un altro è atteso con l'arrivo della nuova PU a fine estate. Ma sul tema benzina, un interessante retroscena ci è stato suggerito da una fonte vicina alla rossa. A inizio stagione, sembra che Shell avesse deliberato per la Scuderia la sua specifica di carburante, così come Cadillac ne aveva preparata una propria versione, seguendo le indicazioni del team e del fornitore.
Quest'ultima, presentata al Cavallino, il condizionale è d'obbligo, avrebbe mostrato di garantire un plus di 5-6 cavalli rispetto a quella pensata per il team ufficiale. Ragion per cui i motoristi rossi avrebbero preso atto di questo "aiuto involontario" da parte del team americano e sottoposto la specifica a Shell per "prenderne spunto", così da dotare l'unità della SF-26 di una benzina omologata FIA capace di garantire lo stesso livello di prestazione. Una mossa a posteriori azzeccata che, finora, ha aiutato almeno in parte a contenere il gap di potenza della Scuderia rispetto ai rivali e arpionare, almeno, la seconda posizione in classifica costruttori.
Foto copertina www.ferrari.com