C'è una domanda che dovremmo tutti porci nel momento in cui apriamo i nostri occhi al mattino ed è semplicemente:
"Perché mi rallegro? Per quale motivo oggi inizio la mia giornata?"
Qualunque sia la risposta alla propria semplice domanda è evidente che pone le basi per le proprie motivazioni, per perseguire un obiettivo e trovare il proprio posto nel mondo che si è scelto di vivere.

È lecito immaginare che la domanda di apertura se la ponga anche Fernando Alonso, pilota sopraffino, due volte campione del mondo, vincitore di altrettante 24h di Le Mans, ormai da troppe stagioni relegato al ruolo di comprimario nella Categoria regina del Motorsport.
Quest’anno in particolare, a causa delle prestazioni della Aston Martin ARM26, addirittura costretto spesso nell’imbarazzante ruolo di fanalino di coda.
Mettendoci nei suoi panni, è molto difficile trovare (sportivamente parlando) una motivazione per cui rallegrarsi.
Sembra inevitabile che Alonso possa sentire una certa delusione, sopratutto considerando le premesse che questo 2026 portava con sè.
Sotto l'egida del magnate Lawrence Stroll, la "Ferrari d'Inghilterra" ha investito faraonicamente in strutture e personale mettendo sotto lo stesso tetto nomi di esperienza e di peso per rendere il team di Silverstone una squadra di vertice.
Tra questi, quello più di tutti in grado di smuovere ambizioni, sogni e di portare trofei risponde al nome di Adrian Newey.
Il tecnico britannico ha certamente deluso le aspettative, senza dubbio anche quelle dell’asturiano, ideando una vettura la ambiziosa che con il suo ideatore si è trasformata in un moderno Icaro che troppo ha desiderato di volare vicino al sole.
Solo tenendo presente la domanda iniziale si possono, forse, comprendere le recenti dichiarazioni del fuoriclasse di Oviedo, che ha smentito lo stesso Newey sul fatto che la versione B della AMR26 (attesa per l’Ungheria) sia fondamentale per decidere di prolungare una carriera che pare non poter finire mai.
Alonso ha deciso di darsi una risposta diversa alla domanda iniziale, smettendo di immaginarsi vittorioso ad ogni costo nella Massima Categoria, per lasciarsi muovere da altri obiettivi, altre sfide come la conquista della triple crown, la Dakar o mettersi semplicemente al servizio della crescita della Aston Martin.
Alonso ha forse deciso rallegrarsi d'altro, di cercare la propria completezza lasciando un segno più ampio nel motorsport.
Una maturità che spesso arriva con l’età e nella quale si sogna diversamente, ma non per questo meno in grande.
Foto copertina astonmartinf1.canto.global