Nel luglio dello scorso anno, quindi più o meno un anno fa, Red Bull stava affrontando una situazione che all’epoca fu definita la più complicata della sua storia fino a quel momento.
Le prestazioni parevano non essere soddisfacenti, Max Verstappen aveva ottenuto solo due vittorie fino a quel momento mentre la seconda vettura arrancava, faticando a racimolare punti sia con Liam Lawson che con Yuki Tsunoda subentrato al posto del neozelandese dal Gran Premio del Giappone.
Christian Horner era appena stato licenziato dalla guida del team, ufficialmente a causa della carenza di risultati, e al manager britannico era subentrato Laurent Mekies a rilevarne la pesante eredità.

Il finale di stagione, per Verstappen più che per il team nel suo complesso, fu esaltante.
Da Monza in avanti, dopo aver scelto di allineare lo sviluppo della monoposto alle preferenze del Campione olandese, arrivarono ben sei vittorie e il titolo piloti sfuggì di soli due punti dopo una rimonta di oltre cento punti in classifica.
Oggi Red Bull attraversa un nuovo momento di tempesta e una situazione anche peggiore di quella dello scorso anno dato che nessuna vittoria è giunta finora, la RB22 è già alla terza pesante revisione e Max sembra essere ai ferri corti con il team.
Il plauso meritatissimo che fu tributato a Mekies per come gestì il finale della passata stagione è divenuto oggi molto più freddo, mentre si riconoscono a Horner (giustamente) i meriti per la divisione Powertrains che sembra rappresentare l’unica nota positiva di questa stagione assieme alle prestazioni di Hadjar.
Il manager e tecnico francese è quindi chiamato a una prova estremamente dura, la più difficile da quando svolge il complesso ruolo di Team Principal.
L’ottimo lavoro svolto presso il team satellite di Faenza non basta più.
Alla Racing Bulls l’obiettivo, dichiarato dallo stesso Mekies, è svezzare talenti per la casa madre.
Esattamente come accade per i piloti, il manager francese è stato promosso in Red Bull e ora deve performare.
Mekies deve raddrizzare questa stagione dal punto di vista tecnico, mettere a disposizione una vettura competitiva al propri piloti e soprattutto trattenere Max, la punta di diamante del team e ultimo ingranaggio rimasto di un meccanismo capace annichilire tutti i competitor solamente tre anni orsono.
Fonte racingnews365.com
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