Hadjar vede i progressi: «Il vero salto deve ancora arrivare»
23/07/2026 15:57:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Isack Hadjar arriva alla pausa estiva con una consapevolezza precisa: la sua stagione si è rimessa in piedi dopo un avvio complicato, la fiducia è stata ritrovata e la macchina finalmente gli permette di esprimersi, ma il livello che cerca non è ancora stato raggiunto. Le sue parole raccontano un percorso in crescita, sì, ma soprattutto un pilota che sente di poter dare di più.

Una stagione che si rialza, ma non decolla

Hadjar vede i progressi: «Il vero salto deve ancora arrivare»

Isack Hadjar non nasconde nulla del suo percorso. Lo definisce senza filtri: «È stato un inizio di stagione complicato, sentivo di fare le cose più semplici nel modo sbagliato». È un’ammissione che pesa, perché arriva da un pilota che ha sempre mostrato velocità naturale, ma che quest’anno ha dovuto fare i conti con errori, incertezze e una vettura che non gli permetteva di esprimersi. Ma anche con la pressione di dover portare risultati, data la sua recentissima promozione in Red Bull al fianco di Max Verstappen.

La svolta, però, è arrivata. «Nelle ultime tappe è andata meglio e l’auto è ora più affidabile».

Questa prima parte di stagione non si è rivelata lineare per il pilota francese, ma è migliorata. Non abbastanza da cambiare tutto, ma abbastanza da restituirgli una base solida. «Quindi il bilancio è positivo, ma dobbiamo fare più gare che ci permettano di lottare».

Hadjar non si accontenta: la crescita c’è, ma non basta. La fiducia è tornata, la macchina si sta rivelando sempre più costante rispetto all’inizio e lui sente di averla sfruttata «al massimo per un po’». È felice, dice, «anche se non ancora al livello che vorrei». È una dichiarazione che definisce perfettamente il suo stato: soddisfatto, ma non appagato, perché il riferimento interno è pesante, ovvero Max Verstappen, quattro volte campione del mondo.

Una pausa che deve portare risposte

Hadjar guarda alla pausa estiva con la stessa lucidità con cui ha analizzato la sua stagione fino a oggi. Non la vede come un momento di stacco totale, ma come un’opportunità per rimettere ordine. «La pausa sarà usata per riposare, ma spero di tornare a Zandvoort con alcune risposte».

È una frase che racconta un pilota che non vuole solo recuperare energie, ma anche chiarire ciò che ancora manca.

Il riferimento a Zandvoort non è casuale: è innanzitutto la prima gara dopo la pausa, oltre a essere un circuito tecnico e selettivo, che premia chi ha una macchina stabile e una guida pulita. Hadjar sa che lì non si può improvvisare e che il livello della sua guida dovrà necessariamente salire.

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