Ferrari
A Budapest la Ferrari sorprende, mescolando alla sua "macarena" soluzioni dei concorrenti già viste a Monaco. Con tanta energia disponibile, l'efficienza passa in secondo piano rispetto alla deportanza.

24/07/2026 10:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Nel giovedì che ha aperto il fine settimana del Gran Premio di Ungheria ad attirare l’attenzione degli addetti ai lavori non è stata solo Aston Martin, attesa per il debutto della versione B della sua monoposto, ma anche la Scuderia Ferrari.

Che il team di Maranello avesse nei suoi piani di introdurre un aggiornamento alla propria ala posteriore “macarena” era cosa nota, molto più difficile era attendersi una interpretazione così estrema come quella vista nel paddock dell’Hungaroring.

Un design esclusivo

Ferrari

Foto X: Mateusz Mróz

I tecnici della Rossa sembrano aver fatto tesoro di tutte le soluzioni viste a Monaco sulle monoposto della concorrenza, combinandole al proprio esclusivo design.
Nella gara monegasca, infatti, Mercedes e McLaren avevano rinunciato al meccanismo di apertura dell’ala mobile sostituendolo con una cascata di vistosi profili portanti.
Ferrari, che incorpora gli attuatori della “macarena” nelle paratie laterali dell’ala posteriore, ha potuto adottare una soluzione simile a quella dei concorrenti senza però rinunciare al movimento del proprio flap mobile.
In aggiunta, prendendo spunto da Red Bull, sono state aggiunte le due piccole protuberanze a forma di cuspide sui due lati del bordo di uscita del flap mobile.
Al centro dello stesso elemento sono stati applicati tre piccoli elementi aggiuntivi, tutti dotati di “gurney flap”, una aletta rigida applicata perpendicolarmente al bordo d'uscita.

Tanta energia, anche da sprecare

Ferrari ha quindi effettuato un intelligente mix di tutte le soluzioni viste finora, sfruttando al massimo i volumi regolamentari e, probabilmente, rinunciando a perseguire efficienza pura, parametro secondario in questa gara come a Monte Carlo.

Infatti, nonostante le ben quattro zone in cui sarà consentita l’uso della modalità a bassa resistenza, il tracciato permette numerose possibilità di ricarica della batteria, mentre la FIA ha aumentato il limite massimo fino a 9MJ in qualifica e 8,5MJ in gara. 
Al contrario di Spa, l’energia disponibile non sarà un problema e quindi è possibile permettersi di sprecare una certa quota di energia con soluzioni relativamente inefficienti alla ricerca della massima deportanza.

Foto copertina Xavier Gàzquez

Foto interna Mateusz Mróz

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