La pessima partenza di George Russell al recente Gran Premio di Ungheria ha rappresentato per il pilota britannico l’ennesima battuta d’arresto nella sfida che lo contrappone al compagno di squadra Kimi Antonelli.
Si tratta di uno dei tanti intoppi patiti dalla Mercedes in questa prima parte di stagione, che hanno penalizzato soprattutto il pilota britannico.
Il dominio del team anglo-tedesco avrebbe potuto, infatti, essere ben più straripante senza alcuni problemi tecnici, più o meno seri, che sono costati parecchi punti in classifica.

L’alfiere Mercedes, sulla griglia di partenza di Budapest, avrebbe lamentato un’anomala oscillazione dei giri motore della propria Power Unit. Russell avrebbe cercato di riportare la situazione alla normalità agendo sull’acceleratore, ritrovandosi però con il gas aperto appena al 10% al momento dello spegnimento dei semafori. La monoposto si è così avviata con estrema lentezza, creando una situazione potenzialmente pericolosa.
Nel corso degli ultimi giorni sono state formulate numerose ricostruzioni tecniche per tentare di spiegare quanto accaduto, ma lo stesso team di Brackley ha riferito di aver avuto un problema nel sistema di gestione dei giri motore utilizzato durante la procedura di partenza.
È curioso notare che la Mercedes sia già incappata due volte in problemi allo start: con Antonelli nella gara Sprint di Miami e con Russell in Ungheria. Inoltre, le Frecce d’argento hanno beneficiato di un upgrade alla frizione e al software di partenza a partire dal Gran Premio del Canada.
Ma non è tutto: anche la Red Bull ha avuto un pessimo start a Monaco con Verstappen e, dei tre episodi, quello del Principato rappresenta certamente il più pericoloso.
Sorprende che gli unici team a incappare in problemi simili siano proprio quelli che, insieme alla McLaren, si sono spesi con maggiore intensità per modificare a proprio favore la procedura di partenza prima dell’avvio della stagione.
La scuderia di Maranello aveva infatti impostato il proprio progetto tecnico su una precisa scelta: ridurre il turbo lag e sfruttare un buono spunto in partenza, senza violare alcuna norma regolamentare. Inoltre, aveva segnalato alla FIA con largo anticipo i rischi legati alle fasi di avvio dei GP nel nuovo quadro regolamentare.
Le notevoli differenze di accelerazione viste nei test prestagionali tra la SF-26 e le avversarie avevano creato il pretesto per chiedere alla FIA un intervento in nome della sicurezza, poi effettivamente attuato.
Cosa accadrebbe se oggi si applicasse lo stesso ragionamento a chi effettua partenze meno efficaci e potenzialmente pericolose a causa di un proprio bug nella gestione del software?
Per analogia, anche il sistema dell’ala reversibile della Red Bull è stato oggetto di accertamenti da parte della Federazione dopo il secondo problema riscontrato da Verstappen.
Del resto, la sicurezza viene prima di tutto. In ogni campo.
Foto copertina media.mercedesamgf1.com
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