Presentarsi ai blocchi di partenza di una nuova stagione, contraddistinta da un grande cambiamento regolamentare, da campioni del mondo, non è stato di alcun aiuto per la McLaren. Anzi, ha contribuito soltanto ad aumentare la frustrazione all'interno dell'ambiente papaya.
La squadra di Woking ha vinto tantissimo negli ultimi due anni e lo ha fatto confidando nell’ottima power unit Mercedes. Powertrain, realizzato con ottima fattura anche quest’anno, ma non propriamente performante come quello montato sulle vetture della casa madre, le due W17 di Russell e Antonelli.
All’inizio del mondiale infatti, per i papaya non è stato facile digerire tutto il distacco dalla Mercedes e ripetutamente, il CEO, Zak Brown, ha manifestato il suo dissenso verso il trattamento che la casa di Stoccarda le stava riservando. Il team si è sentito tradito. Ovviamente il reparto di Brixworth avrebbe tutte le sue ragioni per non mettere a disposizione dei clienti esattamente la stessa specifica (dopotutto anche la power unit è soggetta a sviluppo), ma purtroppo non c’è nessuna prova che lo stiano facendo realmente. Il fatto però che la McLaren lo pensi è un indizio che avvalora la nostra supposizione.
La squadra campione del mondo in carica ha adottato un piano di sviluppo, se vogliamo molto particolare. Dopo aver introdotto una buona mole di aggiornamenti in Australia ha deciso di starsene buona e valutare bene la situazione. Ha approfittato della sosta di aprile e ha deliberato poi un grande pacchetto di sviluppo suddiviso in tre tappe: Miami, Canada e Monaco. Successivamente ha utilizzato gli eventi di Barcellona, Austria, Gran Bretagna e Belgio per attuare dei piccoli correttivi, per poi fare un altro importante step in Ungheria. Non è un caso se la prima vittoria stagionale è arrivata proprio a Budapest.

La forza della McLaren è quella di saper affrontare bene i periodi difficili senza perdersi d’animo. L’inizio di stagione è stato frustrante, ma il team ha valutato bene le proprie aree d’intervento e con calma, ma altrettanta determinazione, ha sia migliorato l’auto che puntato a comprendere come gestire al meglio la power unit Mercedes.
La vittoria di Lando Norris in Ungheria è frutto di tutto il percorso fatto da gennaio fino a luglio e indubbiamente rappresenta il momento clou della stagione papaya. Potrebbe diventare anche un importante punto di svolta. Questo però saranno le prossime gare a confermarcelo.

La cosa bella di questo mondiale e delle attuali regole è che, nonostante siamo soltanto all’inizio di una nuova era per la Formula 1, i team sono comunque già molto vicini. La Mercedes sembra avere qualcosa in più, potrebbe anche avere un asso nella manica, da sfoderare al momento opportuno, d’altra parte però ci sono Ferrari, McLaren e Red Bull abbastanza ravvicinate tra loro.
La squadra di Maranello, tra le tre, è quella che ha avuto un avvio di stagione migliore. Per il futuro difficile dire se la Ferrari riuscirà ad avere un ruolo di prima donna nella battaglia contro la Mercedes, o se anche il confronto con la McLaren e la Red Bull si intensificherà. La sensazione è che i rapporti di forza tra le prime quattro squadre possano cambiare di stagione in stagione e la McLaren non è assolutamente un team da sottovalutare.
Per quanto riguarda la stagione in corso, la Ferrari ha preso tantissimo margine all’inizio dell’anno sul team papaya. Più che in lotta con Leclerc e Hamilton, Norris e Piastri dovranno cercare di resistere al ritorno della Red Bull e proteggere il terzo posto. I margini sono molto stretti tra le tre squadre e con dodici gare ancora da sostenere, sarà molto interessante vedere chi riuscirà ad aggiudicarsi il ruolo di anti-Mercedes a fine anno.
La classifica è importante, ma chiudere il campionato mostrandosi più forti degli avversari, potrebbe avere un peso maggiore, soprattutto in ottica futura.
Foto copertina e interne: Luca Martini/ WHYOUT media