Il circuito di Zandvoort, piuttosto paragonabile al tracciato ungherese in termini di caratteristiche utili alle vetture per risultare competitive, ci permette di misurare i progressi compiuti dalle squadre durante la pausa estiva. Vi ricordiamo che, tramite la rubrica ‘Occhio al gap’, andremo a valutare esclusivamente le prestazioni pure dei piloti e delle vetture in qualifica, tralasciando ciò che è avvenuto in gara.
Il fatto di misurare le prestazioni tramite un unico giro veloce contiene, ovviamente, in sé dei margini di incertezza, però ci permette di avere un riferimento concreto al quale poterci aggrappare. Prima di prendere nuovamente dimestichezza con i tempi, però, dobbiamo farvi presente che la Ferrari non ha avuto un buon sabato pomeriggio. Probabilmente il team di Maranello ha sottoperformato, mentre l’Aston Martin, visto anche il risultato ottenuto da Alonso in gara, potrebbe aver sacrificato un po’ la qualifica per avere una vettura migliore alla domenica.

Detto questo, proprio come accaduto in Ungheria, ci ritroviamo con la McLaren di Lando Norris in pole position. Il pilota è capace di bissare in Olanda sia la pole sia la vittoria dell’evento, a riprova dei progressi fatti dalla squadra campione del mondo in carica, almeno sui tracciati in cui bisogna avere una buona trazione e agilità nel lento. Al seguito progrediscono più o meno tutti.
L’unica squadra a risultare più lenta rispetto a Budapest è stata la Ferrari SF-26, sicuramente bocciata al rientro dalle vacanze. Più che altro per i motivi precedentemente detti. Più o meno statiche Red Bull, VCARB e Aston Martin, in termini di gap dal leader. Lievi progressi per Alpine e Mercedes, importanti recuperi per Haas, Audi e Cadillac.
Il più grande step lo fa sicuramente la Williams, almeno sul giro secco, migliorandosi di oltre un secondo con Alexander Albon. Purtroppo, però, in gara qualcosa non va e la squadra di Grove non si rivela affatto al livello delle vetture in lotta per la top-10. L’incidente nel finale tra Albon e Sainz è solamente la giusta conclusione di una domenica da dimenticare.
Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images
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