Il clima in Ferrari, stando ad alcune voci emerse in questi giorni, non sarebbe molto disteso. Un momento delicato, accentuato dal periodo negativo e avaro di risultati che il team sta vivendo in F1, con prestazioni in calo e tensioni sempre più accentuate e visibili dall'esterno. Male o poco gestite. In questo quadro, è emerso come il team principal Fréd Vasseur sarebbe stato soprannominato "Napoleone" da una parte del team, che vedrebbe la sua leadership come arrogante e sprezzante.
Insomma, affermazioni riportate da volti noti che, parlando di una gestione a tratti dispotica dell'ex Sauber, aggiungono nuovi dettagli alle turbolenze interne alla Ferrari, che molto stanno facendo parlare. Tensioni, alcune visibili, altre supposte, che si aggiungono a quelle ipotizzate, ma subito smentite dal diretto interessato, secondo cui Lewis Hamilton avrebbe spinto per apportare cambiamenti al personale in pista del team, supportato nella sua insoddisfazione dallo stesso Vasseur.
Il francese, dunque, avrebbe indebolito ancora di più la sua posizione in azienda. Già oggi, tutt'altro che sicura. Oltre al soprannome da parte di una "fazione" del team (corsi e ricorsi...), le voci che più hanno fatto parlare raccontano anche di un rapporto nei fatti inesistente tra il team principal transalpino e l'amministratore delegato dell'azienda di Maranello, Benedetto Vigna. Una distanza legata in primis a possibili incompatibilità tra i due, uomini con storie diverse: da un lato un manager che ha fatto la gavetta, dall'altro una figura estranea e inesperta di motorsport.
Non solo, poiché la distanza tra i due sarebbe dettata soprattutto dalla gestione del team da parte di Vasseur. Fréd, è cosa nota sin dal suo insediamento a Maranello, si farebbe vedere poco in fabbrica, con una presenza tutt'altro che quotidiana nel corso della settimana e una conoscenza non certo solida e capillare della realtà quotidiana e delle vicende del team (da qui la nomina di Jerome d'Ambrosio nel ruolo, poco chiaro ai più, di vice team principal).
Un'assenza che, come riportano nostre fonti vicine alla Scuderia, viene percepita all'interno della GeS, con gli uomini dei reparti distanti dai vertici e "lasciati" a sé stessi. Sia nella presenza quotidiana, anche per un saluto, sia nelle più semplici comunicazioni, ormai effettuate solamente tramite mail da parte delle prime linee del team. Comportamenti che sollevano dubbi sulla capacità di Fréd e dei suoi fedeli di guidare la Rossa in un periodo difficile.
Un impasse che richiederebbe un giro di vite dall'alto, o un avvicendamento nel team. Strada, questa, poco percorribile dal momento che Ferrari non avrebbe un piano B per Vasseur: il direttore del team Hypercar, Antonello Coletta, non sarebbe interessato al ruolo di team principal e il vociferato ritorno di Andrea Stella sarebbe già stato rifiutato dal diretto interessato. L'assenza di un piano B, quindi, porrebbe Vasseur in una posizione anomala, costretto a gestire le pressioni, il malcontento della dirigenza e i desideri (smentiti...) di cambiamenti da parte di un Hamilton ormai sempre più "presente" nel team. Una situazione in cui servirebbero un'autorità e una mano libera che sembrano ormai venute meno...
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