Ebbene sì. Nel corso del sabato del GP del Bahrain la Ferrari ha dato prova di sapersi comportare come la Mercedes, mentre la casa di Stoccarda, una volta tanto, ha vestito le vesti della storica Scuderia italiana. A cosa ci riferiamo? Il concetto è molto complesso di per sé. Noi lo riassumiamo con una frase, ma ovviamente è molto più complicato di così.
Durante un weekend di gara è estremamente importante riuscire a stare al passo con l’evoluzione del tracciato. La pista di Kuala Lumpur, luogo scelto per ospitare il GP del Bahrain, era parecchio sporca al venerdì, complici anche le attività contadine che si stanno svolgendo in questo periodo nella zona.
Quando si inizia a lavorare su un circuito avente un manto stradale molto green, come in questo caso, il lavoro delle squadre è sempre piuttosto complicato. Il set-up richiesto cambia di sessione in sessione e il team deve essere capace di indovinare tutti gli step da compiere fino all’esecuzione perfetta del giro in qualifica. Un processo che quest’anno la Ferrari non è quasi mai riuscita a portare a termine.
Nel weekend del GP del Bahrain, però, serviva una risposta. Le voci sul team principal Vasseur sono state così forti che serviva una reazione. La risposta della Ferrari è arrivata e si è fatta sentire. Battere le W17 non è cosa da poco. Dopo le FP3, avevamo dato per scontato che sarebbe stato Verstappen a lottare con Antonelli per la pole. Invece, la Ferrari si è comportata da Mercedes e la Mercedes da Ferrari.

Hamilton è stato il pilota riuscito ad avvicinarsi di più a Verstappen, mentre Antonelli si è dovuto accontentare solamente di un quarto posto, che poi diventerà P3 domani, a causa della penalità di Hadjar (sostituzione di elementi della power unit).
Peccato che questo miracolo sia accaduto nel weekend sbagliato. Perché sì, non capita spesso che la Mercedes venga battuta e oggi ha perso sia nei confronti di Red Bull sia della Ferrari. Purtroppo, però, nell’unica qualifica in cui la Ferrari riesce a battere la Mercedes, ci sono Verstappen e la Red Bull in grado di esibirsi al top.
Ciò però non ci esime dal complimentarci con la Scuderia italiana. Riuscire a reinventarsi e trasformare una FP3 sottotono in una qualifica di livello non è cosa che tutti sanno fare. Si intravede un cambiamento e questo è un risultato che vale molto più di una possibile pole position.
Foto di copertina e interna di Peter Kiss / WHYOUT Images