Le qualifiche Sprint del Gran Premio di Singapore hanno visto primeggiare Max Verstappen su una RB22 che è ormai una vettura completa, condotta superbamente dal fuoriclasse olandese.
Leclerc interpreta ottimamente la pista di Marina Bay, ma si scontra con il limite fisiologico della SF-26: la potenza del motore.
Mercedes, in questa fase, è costretta a bocciare le novità sulla W17, apparsa pigra nel lento.
Infine, un secondo problema software ha danneggiato molti piloti in SQ1.
Purtroppo, il grafico di confronto tra la pole position e il terzo tempo siglato dal pilota Ferrari è fin troppo facilmente interpretabile.
Leclerc, con la sua SF-26 è incredibilmente efficace in tutte le pieghe del circuito di Marina Bay, ma ovunque vi sia un allungo, anche breve, la Red Bull la surclassa in accelerazione e velocità di punta.
La vettura inglese sembra aver ritrovato la chiave giusta per sbloccare le prestazioni della RB22 e della sua power unit, che finalmente riesce a esprimere il suo potenziale anche senza ADUO.
Per averne un'idea, basti pensare che all'uscita di curva 3, Leclerc è in vantaggio di circa un decimo di secondo sul pilota olandese ma, terminato il tratto veloce che porta fino a curva 7, la SF-26 ha pagato oltre quattro decimi di pura potenza del motore.
A questo punto Leclerc risponde con un secondo settore, il tratto più guidato, il cui trend complessivo testimonia appieno quanto il pilota sia stato efficace, azzerando il distacco, ma anche la bontà della SF-26 su questa pista.
Il copione poi ricalca quanto detto in precedenza. La Red Bull arriva a essere quasi 10 km/h più veloce prima di curva 14, segno che è anche dotata di meno carico aerodinamico e quindi meno drag rispetto alla Ferrari.
Notevole il divario tra i due piloti Mercedes, con Russell in prima fila a poco più di un decimo dal poleman Verstappen, mentre Antonelli è davvero lontano, a oltre mezzo secondo.
È molto probabile che le ragioni per le quali il pilota bolognese abbia patito un gap così elevato rispetto al compagno di squadra siano molteplici e non facilmente sintetizzabili in una bocciatura del pacchetto di aggiornamento della W17.
Qualche differenza, tuttavia, tra le due versioni si vede sicuramente nelle prime lentissime curve del tracciato, nelle quali, come già anticipato la settimana scorsa, la W17-B sembra essere leggermente meno efficace della sua versione originaria.
Nel secondo settore non è possibile vedere alcun errore evidente da parte di Antonelli, ma il gap rispetto a Russell semplicemente aumenta curva dopo curva.
Russell è sempre più pronto sull'acceleratore rispetto a Kimi, cosa interpretabile come una migliore efficacia della Mercedes pre-modifica oppure come una mancanza di fiducia del pilota italiano nelle caratteristiche della versione B, che infatti si sta cercando di comprendere appieno.
Nei rettilinei è anche possibile, come ventilato dagli stessi vertici del team, che la nuova versione della Mercedes abbia, oltre a un maggior carico aerodinamico, anche maggior drag, cosa che si vede in una differenza di 3/4 km/h a favore di Russell sul rettilineo prima della chicane di curva 16 e 17.
Interessante la differenza nelle due pieghe prima del rettilineo finale, in cui si vede, probabilmente, la mancanza di fiducia di Kimi Antonelli nella sua monoposto, dato che sembra alzare il piede prima del compagno di squadra e, nel contempo, essere meno pronto sul gas in uscita di curva.
L'ultimo punto riguarda il bug software che ha caratterizzato la qualifica Sprint di questo weekend e che rappresenta l'ennesimo tasto dolente del regolamento entrato in vigore quest'anno e di queste power unit.
Da quanto abbiamo appreso nel corso della stagione, il software di gestione della power unit ha un'importanza abnorme, ma non sempre è caratterizzato da una comparabile solidità, come visto domenica scorsa.
Il caso più eclatante ha riguardato Sainz, che si è trovato letteralmente senza potenza in uscita da curva 8, perdendo praticamente un secondo solo in quel momento, cosa che gli ha precluso ogni possibilità di giocarsi la SQ2.

Foto di copertina di Peter Kiss / WHYOUT Images
Leclerc, con la sua SF-26 è incredibilmente efficace in tutte le pieghe del circuito di Marina Bay, ma ovunque vi sia un allungo, anche breve, la Red Bull la surclassa in accelerazione e velocità di punta. La vettura inglese sembra aver ritrovato la chiave giusta per sbloccare le prestazioni della RB22 e della sua power unit, che finalmente riesce a esprimere il suo potenziale anche senza ADUO. La Red Bull arriva a essere quasi 10 km/h più veloce prima di curva 14, segno che è anche dotata di meno carico aerodinamico e quindi meno drag rispetto alla Ferrari.
Notevole il divario tra i due piloti Mercedes, con Russell in prima fila a poco più di un decimo dal poleman Verstappen, mentre Antonelli è davvero lontano, a oltre mezzo secondo. Qualche differenza, tuttavia, tra le due versioni si vede sicuramente nelle prime lentissime curve del tracciato, nelle quali, come già anticipato la settimana scorsa, la W17-B sembra essere leggermente meno efficace della sua versione originaria.
Il software di gestione della power unit ha un’importanza abnorme, ma non sempre è caratterizzato da una comparabile solidità, come visto domenica scorsa. Il caso più eclatante ha riguardato Sainz, che si è trovato letteralmente senza potenza in uscita da curva 8, perdendo praticamente un secondo solo in quel momento, cosa che gli ha precluso ogni possibilità di giocarsi la SQ2.
Foto interna www.gp-tempo.com
Articolo modificato il 10.10.2026 alle ore 12.27