La certezza di piacere

La certezza di piacere

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Non vincere, quando la tua squadra è composta dal pilota più vincente in attività e da una monoposto in grado di rifilare oltre un secondo, sul giro secco, al più diretto avversario, per di più se corri nel giardino di casa, non è accettabile.

Soprattutto se sei talmente convinto della tua superiorità che ritieni che l’unica ragione per cui qualcuno ti stia davanti sia un trucchetto illegale. Eppure, è successo in occasione del secondo GP d’Inghilterra, destinato con certezza a non avere eredi, visto che è stato intitolato in onore del settantesimo anniversario.

La Mercedes (4) perde proprio dove non se lo sarebbe atteso schiaffeggiata da un sontuoso Max Verstappen (10 e lode), alla miglior gara della carriera. Peccato per lo scellerato pit-stop della scorsa settimana e per il ritiro nella prima gara di casa, perché con quei punti in più si troverebbe quasi appaiato a Lewis Hamilton (4), a cui non perdoniamo le accuse al rivale. Almeno Bottas (5) non si è lamentato nonostante la strategia penalizzante: ma quando guidi una W11 l’unica preoccupazione dovrebbe essere il distacco inflitto al terzo classificato.


Piace comunque constatare la costante crescita di Max: gli anni di Versbatten sembrano lontanissimi e lui è pienamente consapevole delle sue capacità, tanto da scherzare con la squadra nelle tese battute finali di quella che potrebbe essere l’unica vittoria di una scuderia diversa dalla Mercedes (almeno per quest’anno). Insomma, il pilota che piace a tutti gli anti-Lewis (almeno sino a quando non inizierà a far man bassa di successi) è diventato pure simpatico. Chi l’avrebbe mai detto?

In attesa di scoprire che tutto sia in regola (termine forte per la F1 di questi tempi), non possiamo che congratularci anche con il bistrattato Albon (8), giunto quinto al termine di una lunghissima rincorsa in perenne corsia di sorpasso. Benissimo anche Leclerc (9), con la strategia ad un’unica sosta ha ottenuto ancora una volta più di quello che la macchina gli permetterebbe di fare. Male, male, malissimo Vettel (3): ennesimo testacoda che solo per miracolo non ha mietuto vittime al via. Per il bene suo (più che quello della disastrosa Ferrari, voto 2) è necessario che venga messo da parte già dalla prossima gara. Non ha senso continuare con questo clima e con questi risultati.

Bene invece Hulkenberg (7): certo, con la Mercedes rosa bisognerebbe essere un po’ più vicini al podio (soprattutto guardando Verstappen e Leclerc), ma Nico avrebbe meritato di finire quinto, quando invece è stato penalizzato per un’inspiegabile sosta, utile solo per tentare il giro veloce con le soft.

E qui arriviamo all’ennesima catastrofe Pirelli (voto 1). Bisognerebbe chiedere a Isola se i colori alle gomme li mettono a caso: una domanda attuale tanto quanto cinque anni fa, (cfr articolo "Gomme da cancellare") visto che quelle bianche erano più veloci delle gialle. E quelle rosse? Le ha provate il povero Nico a serbatoio scarico, e per poco usciva dalla zona punti. Allucinante.

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