Masi

Siamo a pochi giorni dall'ultimo appuntamento stagionale del campionato di Formula 1, che andrà in scena sul circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi. La lotta per il titolo non è (quasi) mai stata così aperta, con Mercedes e Red Bull a contendersi sia il titolo piloti sia quello costruttori. Max Verstappen e Lewis Hamilton lasceranno la griglia di partenza a pari punti, si prospetta una gara infuocata. Anche perché, nei precedenti Gran premi, l'olandese e il britannico sono stati protagonisti di numerose battaglie senza esclusione di colpi, che molto hanno fatto discutere gli addetti ai lavori e gli appassionati. A tal riguardo, Michael Masi, Race Director del circus, ha voluto mettere le cose in chiaro in una lunga ed interessante intervista rilasciata al Daily Mail. Di seguito le sue dichiarazioni.


Masi: "Il Codice Sportivo Internazionale consente ai Commissari di squalificare un pilota o privarlo di punti in campionato"

Innanzitutto Masi ha voluto avvisare Verstappen ed Hamilton: 

"Io non posso controllare le loro azioni, solo loro possono. Ma i regolamenti ci permettono di infliggere delle penalità, siano esse di tempo o sulla griglia di partenza. Inoltre il Codice Sportivo Internazionale consente ai Commissari di squalificare un pilota o privarlo di punti in campionato. Quindi sì, Max potrebbe vedersi sottrarre dei punti, lui come qualsiasi altro team. Speriamo chiaramente che non sia necessario, ma è uno degli strumenti a disposizione. Ricorderò tutto questo ai team e ai piloti. Anche se potranno non ammetterlo, i piloti nel loro intimo sanno bene cosa è legale, cos’è considerato corretto, cos’è considerato duro ma corretto e cosa no. Ogni incidente è trattato separatamente. Ciò che può sembrare simile, non è necessariamente identico. C’è un sentore comune che io sia il responsabile delle sanzioni, ma in realtà sono accordate da un collegio indipendente di commissari, che decidono se ci sono gli estremi per una penalità".

Poi ha commentato le parole di Horner, il quale qualche giorno fa aveva dichiarato che alla Fomula 1 manca una persona come Charlie Whiting:

“Questo tipo di commenti non sono preoccupanti. Abbiamo visto sia Christian che Toto dire cose a caldo, hanno diritto ai rispettivi punti di vista. Ma sono il primo a dire che mi manca avere Charlie come punto di riferimento, con la sua grande esperienza. Io e il mio gruppo di lavoro stiamo facendo il miglior lavoro possibile. Le persone si arrabbiano se qualcosa non va come si aspettano, ma posso capirlo, è uno sport d’elite".

E ancora, si è soffermato sulle polemiche per la trattativa con la Red Bull per la seconda ripartenza in Arabia Saudita:

"Queste cose succedono durante la gara, parlo di dare la possibilità a un team di restituire la posizione. La differenza è stata che eravamo sotto bandiera rossa e c’è stata più attenzione su questo. È il modo più pragmatico di affrontare la situazione, dicendo: ‘Puoi fare questo o giudicheranno i Commissari, magari infliggendo una penalità in termini di tempo’. La discussione è stata un po’ più lunga del solito perché la gara era sospesa".

Infine, ha concluso con un augurio:

"Spero che la lotta mondiale non sarà decisa nell’ufficio dei Commissari. Ma sta ai due ragazzi in pista. Sta a loro e a nessun altro".

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