Dopo una settimana di sosta pausa, la Formula 1 riparte dal Brasile, per il quart’ultimo round della stagione. L’Autodromo José Carlos Pace, meglio conosciuto come Interlagos, è uno dei tracciati più iconici del calendario: un circuito corto, tecnico, ma sempre capace di regalare spettacolo e sorprese.
Secondo i tecnici del Gruppo Brembo, il tracciato paulista rappresenta una sfida di livello medio per gli impianti frenanti. In una scala da uno a cinque, si colloca a livello tre: un indice che descrive un equilibrio sottile tra libertà di spingere e gestire, con i freni utilizzati per meno di dodici secondi a giro. Le frenate totali sono sette, tre impegnative, due di intensità media e due leggere, ma soltanto una supera i cento metri di lunghezza, segno di un tracciato dove il ritmo non cala quasi mai.
Il punto più critico resta la Curva 1, l’iconica “S do Senna”, teatro di sorpassi e manovre decisive. Qui le monoposto passano da 325 a 123 km/h in poco più di due secondi, percorrendo appena 126 metri. I numeri parlano da soli: 4,6 g di decelerazione, 139 kg di pressione sul pedale del freno e una potenza frenante di 2.493 kW. Dati che fotografano perfettamente quanto Interlagos metta alla prova non solo la meccanica, ma anche la sensibilità e la resistenza dei piloti.
Questo è il terzo dei sei approfondimenti che proponiamo regolarmente su formula1.it per accompagnare l’avvicinamento a ogni weekend di gara: oltre all'analisi Brembo, trovano spazio lo studio e le informazioni Pirelli, la programmazione TV e streaming dell’evento, gli aggiornamenti ufficiali, le prime immagini e i setup dalla pitlane, oltre alla tabella delle componenti della power unit utilizzate, utile per valutare possibili penalità in griglia per il GP del Brasile 2025.