Il weekend di Interlagos rappresenta una delle prove più delicate della stagione. Il circuito intitolato a José Carlos Pace, con i suoi 4,309 km antiorari, alterna rettilinei ad alta velocità a tratti guidati e in contropendenza, imponendo ai team un complesso equilibrio tra carico aerodinamico ed efficienza, condizioni che quest'anno hanno messo in crisi praticamente tutti i team ad eccezione di McLaren, con la Ferrari particolarmente in difficoltà in situazioni simili.
Le condizioni meteo tradizionalmente instabili di San Paolo — con improvvisi rovesci e bruschi cali di temperatura — aggiungono ulteriore incertezza nella definizione degli assetti.
Pirelli ha confermato per il 2025 la scelta delle C2-C3-C4, un gradino più dure rispetto al 2024: una combinazione che consentirà di sfruttare la Soft anche in gara, ma che richiede attenzione al degrado sull’asse posteriore, specie nei long run. Brembo, dal canto suo, classifica Interlagos come tracciato di impegno medio per i freni: solo 12 secondi d’uso a giro, ma sollecitazioni elevate in Curva 1, la celebre “S do Senna”, dove si superano i 4,6 g di decelerazione.
Il fondo irregolare, le curve in salita e la breve distanza complessiva rendono ogni compromesso più sensibile: un assetto troppo carico penalizza sui rettilinei, uno troppo scarico riduce stabilità nei tratti tecnici. È in questo contesto che analizziamo le prime immagini provenienti dalla pitlane, dove il sempre preciso Albert Fabrega ci mostra le diverse configurazioni di rear wing adottate dai team: un’anteprima preziosa per capire in quale direzione si orientano i compromessi aerodinamici in vista del Gran Premio del Brasile.


Su un tracciato che richiede un equilibrio così complicato, non sorprendono le prime immagini dalla pitlane che mostrano una notevole varietà nelle scelte aerodinamiche: la maggior parte dei team ha optato per configurazioni medium-load, ma con differenze marcate tra chi privilegia la velocità e chi la stabilità. Mercedes e Racing Bulls hanno scelto assetti medio-bassi, più efficaci sull’asciutto, mentre Aston Martin, Alpine e Haas si presentano con configurazioni medio-alte, più adatte in caso di pioggia o pista scivolosa.
Colpiscono inoltre i contrasti progettuali fra le diverse rear wing: McLaren e Ferrari proseguono con un profilo inferiore a “V”, che libera parte del flusso centrale e riduce la resistenza, mentre la Red Bull mantiene una soluzione full-width, più tradizionale ma estremamente efficiente nel generare carico costante sull’asse posteriore.
















Articolo in aggiornamento...
Questo è il quarto dei sei approfondimenti che proponiamo regolarmente su formula1.it per accompagnare l’avvicinamento a ogni weekend di gara: oltre alle prime immagini dalla pitlane e alle scelte di setup, trovano spazio lo studio e le informazioni Pirelli su gomme e strategie, l'analisi Brembo sui freni, la programmazione TV e streaming dell’evento, gli aggiornamenti ufficiali, oltre alla tabella delle componenti della power unit utilizzate, utile per valutare possibili penalità in griglia per il GP del Brasile2025