Il futuro delle case automobilistiche segue la F1, il ripensamento Honda ne è la prova
17/12/2025 19:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Era solamente il 2021 quando la Honda decideva di abbandonare la Formula 1 affidando il proprio know-how nelle mani della Red Bull, assistendola nel delicato passaggio che l’avrebbe portata a diventare a sua volta un costruttore di motori a tutti gli effetti. Un periodo di transizione che sarebbe durato quattro anni prima dell’arrivo della prima unità di potenza interamente studiata a Milton Keynes: la power unit 2026.

La Red Bull ha continuato ad usare quella tecnologia (ovviamente con i correttivi che sono stati introdotti di anno in anno) fino al termine della stagione 2025. Quindi di fatto il ritorno della Honda in F1 non si può definire un vero e proprio ritorno. Lo è però se pensiamo alla spinta richiesta al proprio reparto tecnico, in quanto a risorse e innovazioni richieste.

Il ripensamento Honda permette di comprendere l'importanza dei regolamenti 2026

Perché però annunciare il ritiro per poi effettuare una rapida inversione a U a livello dirigenziale soltanto pochi mesi dopo? Semplice. Se fino al 2020/2021, le case automobilistiche non avevano ben chiaro quale fosse il futuro dei loro prodotti. Completamente elettrico? Ibrido? Quale tipologia di ibrido? E perché non ad idrogeno? Una volta effettuato il primo incontro FIA per decidere quale fosse la strada giusta da seguire dal 2026 in avanti, i costruttori hanno compreso che, si stavano ponendo le basi per costruire un prodotto innovativo che oltre a rendere la F1 più appetibile, avrebbe reso il futuro delle case automobilistiche concreto, sostenibile e potremmo anche osare dire plausibile.

La conferma di Watanabe

Lo afferma in breve il Presidente della divisione Honda, HRC, Koji Watanabe, nel discorso promosso a pochi mesi dalla sfida che aspetta tutti gli addetti ai lavori nel 2026: "Penso che la Honda probabilmente non possa vivere senza F1. Considerando specificamente la tecnologia, le prossime modifiche al regolamento del gruppo propulsore sono state un fattore importante nella decisione di Honda di tornare ad essere parte attiva di questo sport”.

Watanabe, Honda

“Le normative 2026 incoraggiano una ripartizione della potenza al 50% tra il motore a combustione interna e il motore elettrico, con quest'ultimo che quasi triplica la potenza, passando dai 120 kW attuali a 350 kW. Se a questo si aggiunge la necessità di utilizzare carburanti ad alta sostenibilità, tutto ciò si sposa molto bene con la filosofia Honda sui futuri sistemi di propulsione. L’apice degli sport motoristici è il luogo perfetto per perfezionare la nostra tecnologia ed è estremamente importante per il futuro della Honda, ha concluso secondo quanto riporta ‘GpBlog.com’.

Per questo il costruttore nipponico è ‘tornato’ ed è per la stessa ragione che avremo il più alto numero di costruttori partecipanti al campionato mondiale di F1 dell’ultimo ventennio: Ferrari, Mercedes, Honda (con Aston Martin), Audi, Red Bull (partnership con Ford) e Cadillac (a partire dal 2027) si sfideranno a viso aperto per il titolo mondiale e nel frattempo porteranno avanti dei progetti che potrebbero entrare a far parte del nostro quotidiano negli anni a venire.


Foto copertina: X, Honda (descrizione: stand Honda Racing, HRC)

Foto interna: Red Bull Racing (descrizione: Watanabe in pista con la Red Bull in occasione del GP del Messico 2025)

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