Fermo considerato che il termine ‘’visti’’ fa un po’ ridere, dal momento che lo shakedown di Barcellona non viene trasmesso da nessuna emittente televisiva, ci sentiamo comunque di salire sul carro di chi crede che questa sessione anticipata di gennaio, se non è un fiasco poco ci manca.
Prendere atto che oggi 27 gennaio, seconda giornata di attività per gli addetti ai lavori in questo inizio di 2026, sono scese in pista solamente due squadre è qualcosa che diventa per noi anche difficile da commentare. Non assistevamo a dei test così brutti da... Forse (almeno dal 2010 a questa parte) non abbiamo mai assistito a dei test così brutti. Anche la sessione con la neve del 2018 fu più divertente.
Ci sono degli alibi, delle ragioni per cui si è arrivati a dover raccontare questa situazione. Prima di tutto, la sessione che va dal 26 al 30 gennaio non è un vero e proprio test. Si tratta più di uno shakedown. Di giornate che la FIA ha accordato ai team, su loro richiesta, per poter prendere confidenza con il cambio regolamentare prima di andare a svolgere i test in Bahrain, in programma a metà febbraio (11-13 e 18-20).

La conseguente ragione, una volta scelto il periodo risiede nel fatto che, trattandosi di gennaio, c’era un’elevata probabilità di incontrare condizioni meteo non ottimali. Oltre alla pioggia, in linea teorica, avrebbe potuto anche nevicare. In più trattandosi di una sessione molto anticipata, non tutti i team sarebbero riusciti ad essere pronti sin dal primo giorno. Da qui è nata la necessità di bloccare il circuito di Barcellona per cinque giorni, di cui i team ne avrebbero comunque potuti utilizzare solo tre.
Il ragionamento fila, le scuse ci sono, ma resta comunque un test fin qui inguardabile. La giornata odierna, a causa della pioggia caduta al mattino (questa a quanto pare è la scusa ufficiale) ha visto impegnate solo due squadre: Ferrari e Red Bull. Leclerc e Verstappen hanno guidato al mattino, mentre Hamilton e Hadjar hanno preso il loro posto nel pomeriggio.
Certo, il team di Maranello e quello di Milton Keynes saranno state anche compiaciute dal poter girare in pista, raccogliere dati e portare a termine il proprio lavoro senza avere troppe preoccupazioni o occhi indiscreti attorno, ma non è bello. Non è un bel messaggio quello di far girare solo due team nel corso di un intero giorno. Forse l’aspetto più grave di questi test è soltanto uno: è mancata l’organizzazione.
Sembra come se in pista regnasse l’autogestione e sono quasi le assenze a fare il vero rumore. I team arrivano quando vogliono. La McLaren inizierà a girare soltanto domani e l’Aston Martin farà anche peggio. La vettura disegnata da Adrian Newey ha subito dei ritardi, per cui non sarà possibile per loro essere presenti neppure domani. Se tutto andrà come previsto dalla squadra, l’AMR26 verrà guidata da Alonso e Stroll soltanto due giorni su tre, ovvero giovedì e venerdì. A questo va aggiunta anche una Williams che ha deciso di saltare la sessione a piedi pari.

Domani entreremo nella terza giornata di test. Ci si attende possa piovere ancora, specie al pomeriggio. La Red Bull, avendo già effettuato 2 giorni su 3 potrebbe decidere di riposarsi un po’ attendendo condizioni migliori. Per la McLaren sarà il battesimo del fuoco, mentre anche la Ferrari potrà valutare se prendersi una giornata di analisi/dati e usufruire di giovedì e venerdì per percorrere un po’ di chilometri esclusivamente sull’asciutto (questa è la speranza). Ci avviamo verso un mercoledì altrettanto soporifero mi sa.
Foto copertina: X, Ferrari (descrizione: un'immagine dell'ingresso pit lane di Barcellona, oggi 27 gennaio)
Foto interna: X, Formula1 (descrizione: Verstappen in azione sul bagnato con la RB22 a Barcellona, day2)
Foto interna: X, Aston Martin (descrizione: il team comunica che sarà presente a Barcellona solo nei giorni di giovedì e venerdì a causa di alcuni ritardi)
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Foto interna: Vetture 2026 a confronto: Ferrari e Racing Bulls agli antipodi del gruppo