Oggi è terminata la prima sessione di test (shakedown) della stagione 2026 sul tracciato di Barcellona. Cinque giorni organizzati dai team, in cui si impegnavano a girare solamente tre giornate ognuno. Questo ovviamente per avere un quadro complessivo sulle monoposto prima di dirigersi a Sakhir, dove li attende un doppio turno FIA, prima di caricare le vetture sull’aereo con direzione Melbourne.
I cinque giorni di attività servivano alle squadre quanto alla Pirelli. Il costruttore ha studiato dei nuovi pneumatici per la stagione 2026. Delle gomme aventi una struttura tale da essere performanti con i differenti valori di carico aerodinamico che svilupperanno le nuove vetture, a differenza di quelle ad effetto suolo che eravamo abituati a vedere fino allo scorso anno.
Per l’occasione, la casa della P Lunga ha concesso l’opportunità ai team e ai piloti di usare soltanto tre tipologie di mescola. Ovvero la C1, C2 e la C3, le mescole più dure tra quelle che sta producendo nelle sue fabbriche.
Scopriamo qual è stato il commento del direttore motorsport Pirelli, Mario Isola, al termine di questa intensa settimana: “È iniziata una nuova era per la Formula 1. La sessione è servita soprattutto ai team per valutare l’affidabilità della power unit e prendere confidenza con i nuovi sistemi di gestione dell’energia, che si pensa possa ricoprire un ruolo chiave per il mondiale”.

Parlando di pneumatici: “Il bilancio è positivo. Le vetture hanno completato un numero di giri anche superiore rispetto ai numeri che si ipotizzavano alla vigilia. Le slick più dure hanno funzionato come previsto. Le prestazioni hanno convinto nonostante e basse temperature. La C3, la più morbida portata a Barcellona (le mescole vanno da C1 a C5, ndr), ha mostrato un po’ di graining sull’anteriore sinistra. Sul tracciato catalano riaffiora spesso detto fenomeno, ma nella circostanza, crediamo sia stato dettato per lo più dal freddo. I dati che raccoglieremo in Bahrain saranno sicuramente più rappresentativi, anche per un discorso legato alle temperature. Fin qui infatti, abbiamo notato ancora delle discrepanze a livello di prestazioni e carichi”.
Il meglio dunque deve ancora arrivare. Il freddo si è fatto sentire in questi giorni a Barcellona e questo è sicuramente un elemento che condiziona parecchio le performance in pista.

Il fattore però che secondo Isola potrà fare di gran lunga la differenza quest’anno, sarà il modo in cui i piloti si renderanno cura della gestione dell’energia. Un requisito che potrebbe risultare determinante non solo in gara, ma anche in qualifica: “Sarà interessante comprendere l’influenza che la necessità di ricaricare la batteria avrà sull’approccio dei piloti nell’impostare l’out lap. Fase fondamentale per portare le gomme in temperatura. Abbiamo notato un atteggiamento più conservativo in favore dell’ERS, cosa che potrebbe avere un impatto anche sul giro di preparazione in qualifica”, ha concluso.
In sostanza, secondo Isola, essere troppo conservativi nel giro di preparazione potrrebbe abbassare la temperatura degli pneumatici non permettendo al pilota di convertire l'energia accumulata in un buon tempo sul giro. Al contrario, snobbare troppo il recupero, potrebbe permettere ai conducenti di avere le gomme nella corretta finestra di temperatura, ma poi non essere in possesso del giusto quantitativo di energia elettrica per mettere a segno un buon riferimento cronometrico. Il giro perfetto, nel 2026 starà nel trovare l'alchimia tra questi due fattori.
Foto copertina: X, Formula 1 (descrizione: Charles Leclerc su Ferrari SF-26 durante il giorno 4 dello shakedown di Barcellona)
Foto interne: Pirelli (descrizione: gomme date in gestione ai piloti per lo shakedown catalano)
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