Tutti all'interno del Circus ormai la chiamano "macarena", ma dietro l’ironia del paddock si nasconde una delle soluzioni tecniche più interessanti dell'inizio 2026 della Ferrari: la nuova ala posteriore, progettata per ruotare su sé stessa, è finita da subito sotto i riflettori, non solo per i potenziali vantaggi.
Durante le prove libere a Shanghai un episodio ha infatti posto qualche dubbio: Lewis Hamilton è stato protagonista di un testacoda, innescato da un bloccaggio del posteriore. Un comportamento anomalo che secondo le indicazioni raccolte sarebbe stato innescato proprio dalla nuova configurazione aerodinamica; l'ala non si chiuderebbe infatti in modo immediato, generando una finestra critica nella gestione della vettura.
Da qui la successiva indicazione data ai piloti, ai quali è stato chiesto di disattivare la straight mode con qualche metro di anticipo, per evitare transizioni troppo brusche e garantire maggiore stabilità in fase di frenata. Un accorgimento che racconta bene come il sistema sia ancora lontano dalla piena maturità operativa.
Non a caso Ferrari ha scelto di fare un passo indietro e già a partire dalla Sprint Qualifying la specifica non è stata più utilizzata per tutto il resto del fine settimana. Una decisione che il Team Principal Frederic Vasseur ha comunque spiegato chiaramente, parlando di un semplice test di perfezionamento in vista di quella che diventerà poi un'introduzione a tempo pieno.

L’obiettivo resta infatti portare l'ala a un utilizzo completo a partire dal mese di giugno, ma i segnali attuali suggeriscono che il lavoro da fare sia ancora significativo. Il nodo principale riguarda proprio la fase di chiusura, ritenuta troppo lenta se paragonata a quella anteriore.
Per questo motivo, il programma di sviluppo non si ferma e i test proseguiranno già nelle FP1 di Suzuka, dove Ferrari continuerà a raccogliere dati per affinare questa soluzione tanto innovativa quanto delicata. Tra intuizione tecnica e rischio di complicarsi la vita, l’ala macarena resta così il simbolo di una Ferrari che prova a spingersi oltre, ma che - di contro - deve ancora trovare il giusto equilibrio tra creatività e fine-tuning.
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