ADUO sotto pressione: la FIA rivede tutto dopo i dubbi Red Bull

La FIA rivede l’ADUO dopo i dubbi Red Bull: il sistema che misura l’ICE e decide gli aggiornamenti vacilla, aprendo una tensione tecnica che può cambiare l’equilibrio della stagione.

11/06/2026 15:11:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Formula 1 vive un momento di tensione silenziosa, uno di quelli che non fanno rumore in pista ma che possono cambiare il corso dell’attuale stagione e delle prossime. La FIA ha deciso di riesaminare i risultati del primo periodo ADUO dopo la richiesta di chiarimenti della Red Bull, sorpresa dal fatto che il suo motore a combustione interna sia stato indicato come punto di riferimento della griglia, contrariamente a quanto si pensava.

Un risultato che ha lasciato perplessi molti nel paddock e che ha aperto una crepa nel meccanismo stesso dell’ADUO, nato per aiutare chi è in difficoltà e non per rafforzare chi è già al vertice.

La FIA vuole essere certa di non aver sbagliato nulla, mentre la Red Bull vuole capire come si sia arrivati a quel verdetto. E gli altri costruttori osservano, consapevoli che da questa revisione dipende una parte importante del loro futuro tecnico.

La richiesta Red Bull e la risposta FIA: “Rivedremo tutto, vogliamo certezze assolute”

ADUO sotto pressione: la FIA rivede tutto dopo i dubbi Red Bull

Secondo quanto riportato da The Race, la Red Bull ha chiesto alla FIA di spiegare come sia stato possibile che il suo motore a combustione interna risultasse il più potente della griglia. Una domanda che ha spinto l’organo di governo a riaprire il dossier, riesaminando i dati delle prime cinque gare e verificando nuovamente i sensori di potenza montati su ogni vettura.

La FIA non promette cambiamenti, ma pretende precisione. L’obiettivo dichiarato è semplice: confermare che le conclusioni iniziali siano corrette prima di renderle pubbliche. Un processo che durerà dai sette ai dieci giorni, durante il quale verrà controllato ogni dettaglio, ogni valore, ogni anomalia.

Nel frattempo, i team sono già stati informati dei risultati preliminari: Red Bull come riferimento, Mercedes tra il due e il quattro per cento di ritardo, Ferrari, Audi e Honda oltre il quattro per cento.

Una fotografia tecnica che, se confermata, assegnerà opportunità di sviluppo molto diverse tra loro. Ma il problema non è solo nei numeri, bensì nel metodo utilizzato, che potrebbe costituire un precedente.

Il nodo tecnico: un sistema che misura una cosa e ne aggiorna un’altra

Il cuore della questione è una discrepanza strutturale. L’ADUO misura solo la potenza del motore a combustione interna, ma una volta qualificato, un costruttore può aggiornare anche la parte elettrica: batteria, MGU-K e componenti ibridi.

È un paradosso che il paddock conosce bene e che questa prima valutazione ha reso evidente nel modo peggiore.

Se i dati fossero corretti, Red Bull avrebbe l’ICE più potente, ma Mercedes resterebbe la migliore power unit complessiva. Eppure sarebbe proprio Mercedes ad avere diritto a un aggiornamento aggiuntivo, quando in queste prime sei gare della stagione ha conquistato tutte e cinque le vittorie.

Un cortocircuito regolamentare che non era nelle intenzioni dell’ADUO. Nikolas Tombazis lo ha spiegato con franchezza: i costruttori stessi, nel 2025, votarono per mantenere il sistema semplice, senza includere parametri come pressioni del turbo, temperature del plenum o diametri del compressore.

«La posizione unanime era di mantenere le cose semplici», ha ricordato.

Ora quella semplicità rischia di generare distorsioni. C’è poi un secondo livello, più politico che tecnico: la possibilità di giocare con i tempi degli aggiornamenti. Chi è davanti può decidere di non introdurre subito le proprie evoluzioni, mantenendo il vantaggio e impedendo agli altri di accedere a nuove opportunità. Una partita a scacchi che l’ADUO non aveva previsto.

La FIA sta verificando i dati, ma il vero problema sembrerebbe più profondo. L’ADUO è nato per riequilibrare la competizione, ma rischia di amplificare i divari se il metodo di misurazione non riflette la complessità delle power unit moderne.

Red Bull vuole chiarezza, mentre Mercedes osserva e Ferrari, Audi e Honda attendono di sapere se potranno davvero contare su due aggiornamenti.

 

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