Nessuna lealtà: da Perez a Verstappen la legge della Formula 1 non cambia mai
14/07/2026 12:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Nella recente intervista rilasciata da Sergio Perez per il podcast “The High Performance Podcast” vi è un passaggio che fa riflettere sulla altissima competitività dell’ambiente della Massima Formula.

Il navigato pilota messicano ha raccontato del periodo finale della sua militanza presso Force India, quando il team navigava in pessime acque dal punto di visita finanziario.
Perez ha ricordato il suo ruolo attivo nel porre la squadra in regime di amministrazione controllata al fine di salvaguardare il lavoro delle maestranze e porre le basi per l’acquisizione da parte del magnate Lawrence Stroll.
Lo stesso Stroll, tuttavia, poco prima che Perez conquistasse la vittoria in Barhain decisiva per farsi notare dalla Red Bull, comunicò al pilota di Guadalajara che non ne avrebbe rinnovato il contratto per la stagione successiva nella quale l'allora Racing Point si trasformò nella attuale Aston Martin.

In sostanza, la stessa persona che Perez aveva coinvolto nel salvataggio del team lo appiedò.
Questo fatto è stato commentato dal messicano con la lapidaria frase:
“Non c'è lealta in questo sport ed è una cosa che capisco perfettamente".

Nessuna lealtà in Formula 1

Nessuna lealtà: da Perez a Verstappen la legge della Formula 1 non cambia mai

Fa riflettere che, a distanza di anni e dopo il trattamento di favore che Max Verstappen ha ricevuto dalla Red Bull, a discapito dei numerosi piloti che lo hanno affiancato (tra i quali spicca proprio Checo Perez), lo stesso quattro volte Campione olandese stia valutando di lasciare il progetto che gli fu costruito attorno al palesarsi del primo periodo di vera difficoltà . 

Il team di Max è stato decimato

Va anche detto che a Milton Keynes non rimane quasi più nulla del gruppo di persone che hanno reso straordinariamente vincente il binomio Red Bull - Verstappen.

Scomparso il patron Dietrich Matezich, le lotte intestine in seno al team hanno finito per allontanare nell’ordine: Rob Marshall oggi fautore dei successi di McLaren, Adrian Newey oggi alla corte di Stroll, Christian Horner e Helmut Marko che più di tutti puntarono sul talento olandese.
Moltie altre figure più o meno importanti hanno lasciato il team e, ultimo ma non meno importante, va nominato anche Giampiero Lambiase in procinto di raggiungere Marshall a Woking.

Senza solidissime garanzie sul futuro e sulla centralità del proprio ruolo, a maggior ragione, Verstappen potrebbe non sentire alcuna lealtà nei confronti del team che gli ha permesso di rivelarsi come il più grande dell’era moderna.

Foto copertina www.redbullcontentpool.com

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