In occasione del Gran Premio del Belgio moltissime squadre hanno portato aggiornamenti alle proprie monoposto.
Molti di questi aggiornamenti sono di dettaglio, o specifici per i tracciati veloci, ma alcuni di questi sono invece piuttosto radicali e degni di attenzione.
La scuderia Haas ha, infatti, proposto una nuova interpretazione della connessione tra il naso della monoposto e il piano alare principale dell’alettone anteriore davvero inedita e piuttosto ardita.
Al posto dei due profili di collegamento incurvati di tipo piuttosto classico, sono comparse due sottili paratie verticali di pianta trapezoidale che si collegano ai lati del muso tramite due corti e robusti elementi orizzontali opportunamente sagomati per ottenerere un leggero downwash.
La sezione ridottissima offerta all’avanzamento da parte dei due piani verticali lascia intuire uno dei primi possibili vantaggi: una minore resistenza offerta all’avanzamento, parametro cruciale in una F1 caratterizzata dalla limitata disponibilità di energia.
Cambia però moltissimo l’interazione con il flusso che investe l’ala anteriore e, per questo motivo anche la forma del naso della monoposto è leggermente più stretta è caratterizzata da un andamento più curvo nella parte inferiore che lavora in sinergia con il mainplane.
L'ampio sviluppo delle due paratie permette anche di guidare al meglio il flusso a valle, verso la zona centrale della monoposto laddove va ben gestita la transizione verso il fondo vettura.
Oltre al plauso ai tecnici Haas per, l'inventiva, va riconosciuto il lavoro del personale Dallara che collabora con il team fin dal 2016, e che rappresenta una eccellenza italiana di assoluto rilievo. La casa di Varano de' Melegari supporta Haas progettando, calcolando e realizzando gli elementi del telaio della monoposto.

La notevole componente verticale delle forze agenti sul'ala si traduce in una trazione verso il basso della paratia trapezoidale, sforzo al quale la limitata sezione resistente trasversale riesce a opporre buona resistenza complessiva grazie allo sviluppo longitudinale.
La stessa forma delle due paratie permette di trasferire invece la componente delle forze dovuta alla resistenza aerodinamica in un effetto torsionale che si scarica sui due robusti elementi orizzontali connessi al muso.
In sostanza a questi due elementi è deputata la gran parte della resistenza meccanica di questa intelligente soluzione.
Non è escluso che, sotto le pelli in carbonio, vi possano essere elementi strutturali metallici dato che va tenuta presente la difficoltà di realizzare una struttura efficace dal punto di vista aerodinamico e nel contempo sufficientemente resistente e, non ultimo, estremamente leggera.
Anche in passato, nella massima formula, si erano viste interpretazioni creative e fantasiose di quest'area ma il limite è sempre stato nelle possibilità offerte dai materiali compositi, campo nel quale sono stati fatti enormi passi avanti dall'epoca delle prime applicazioni.
A completare la revisione generale dell’ala anteriore, si possono osservare le nuove paratie laterali, dotate di nuovi elementi intermedi di forma alare collegate più indietro e corredate, appena sotto, due micro-profili che sfruttano spasmodicamente ogni angolo dei volumi regolamentari.
Il piano orizzontale basso si allinea alle forme più diffuse, rinunciando allo spessore generoso vista a Silverstone, anche il meccanismo che movimenta l'ala mobile è stato rivisto.
Il team americano ha interpretato i volumi regolamentari in modo davvero estremo e creativo.
Non sarebbe improbabile vedere altri team reinterpretare questa soluzione adattandola alle proprie necessità o, addirittura estremizzandola.
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