Sedicesimo round stagionale per la Formula 1, che dopo Baku si sposta a Sepang per il GP del Bahrain in Malesia. Il tracciato malese propone un mix molto completo, alternando lunghi rettilinei, curve veloci e importanti staccate, con un impegno per l'impianto frenante comunque inferiore rispetto a quello affrontato in Azerbaijan.
Secondo gli ingegneri Brembo, il Sepang International Circuit rientra infatti nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni, con un indice di difficoltà pari a 3 su una scala da 1 a 5. I freni vengono utilizzati sei volte al giro per complessivi 13,2 secondi: tre frenate sono classificate Hard, una Medium e due Light. In cinque di queste la decelerazione raggiunge almeno i 3 g.
Secondo le simulazioni Brembo, il punto più severo per l'impianto frenante è curva 15, l'ultima prima del rettilineo principale. Le monoposto vi arriveranno a circa 307 km/h per rallentare fino a soli 93 km/h. La frenata durerà 2,58 secondi e si svilupperà nell'arco di 121 metri. In questa fase i piloti dovranno esercitare un impressionante carico di 189 kg sul pedale del freno, raggiungendo una decelerazione di 4,7 g. La potenza frenante toccherà invece i 2.177 kW.
Dal punto di vista energetico Sepang presenta uno scenario piuttosto diverso da Baku. Il tracciato malese alterna lunghi rettilinei a numerose frenate e a un settore centrale molto più guidato, offrendo diverse possibilità di recupero. La FIA ha fissato il Maximum Recharge per Lap a 7,5 MJ in qualifica, mentre in gara il limite sale a 8,5 MJ senza Overtake e a 9,0 MJ con Overtake attivo. Nelle prove libere sarà invece possibile arrivare a 9,0 MJ.
Le simulazioni predittive aiutano a capire da dove potrebbe arrivare questa energia. Circa metà del recupero sarebbe ottenuto nelle principali frenate, distribuito soprattutto tra curva 1, 4, 9, 14 e 15, mentre una quota altrettanto importante potrebbe arrivare nelle fasi di accelerazione in uscita dalle curve. Quando la potenza dell'ICE supera quella che gli pneumatici riescono ancora a trasferire efficacemente a terra, parte dell'eccesso può infatti essere recuperata attraverso l'MGU-K anziché essere semplicemente scaricata sulle ruote.
Il dato più interessante riguarda però il deployment. Secondo queste simulazioni, Sepang potrebbe non richiedere un vero super clipping alla fine dei rettilinei. Con 7,5 MJ disponibili in qualifica e quattro zone di Straight Mode, la gestione prevista porta piuttosto l'MGU-K a interrompere progressivamente il contributo elettrico negli ultimi 100-300 metri dei principali allunghi. Da quel momento la monoposto proseguirebbe sostanzialmente con i 400 kW dell'ICE, perdendo gradualmente velocità per effetto della resistenza aerodinamica.
È una differenza importante rispetto a circuiti energeticamente più critici: il problema non sarebbe tanto arrivare a una drastica riduzione della potenza elettrica, quanto decidere dove terminare il deployment per utilizzare nel modo più redditizio l'energia disponibile nell'intero giro. Le quattro zone di Straight Mode, sui due rettilinei principali e sugli altri tratti veloci individuati dal regolamento, contribuiscono inoltre a ridurre il drag proprio nelle fasi di maggiore richiesta energetica.
La FIA ha fissato una Power Limited Distance di 3.365 metri, inferiore ai 3.796 metri utilizzati a Baku, mentre il Maximum PU Power Reduction Rate passa dai 50 kW/s dell'Azerbaijan ai 100 kW/s di Sepang. Sono inoltre previste specifiche eccezioni alla gestione della potenza elettrica e, tra curva 5-6 e curva 12-13, una soglia di velocità elevata a 270 km/h.
Proprio il tratto tra curva 5 e 6 sarà interessante anche dal punto di vista della prestazione pura. Le simulazioni ipotizzano che possa essere percorso in pieno a circa 290 km/h, ma si tratta di una previsione da prendere con cautela: i modelli tendono ad essere più ottimistici nelle curve ad alta velocità e saranno i dati raccolti in pista a chiarire quanto realmente si potrà spingere.
Sepang sembra quindi proporre una gestione meno estrema rispetto a Baku: le numerose opportunità di recupero dovrebbero limitare il rischio di esaurire prematuramente la componente elettrica, lasciando agli ingegneri soprattutto il compito di ottimizzare recupero e distribuzione dell'energia lungo un giro caratterizzato da richieste molto differenti.


Questo è il terzo dei sei approfondimenti che proponiamo regolarmente su formula1.it per accompagnare l’avvicinamento a ogni weekend di gara: oltre all’analisi Brembo su frenate e gestione energetica trovano spazio lo studio e le informazioni Pirelli su degrado e strategie, la programmazione TV e streaming dell’evento, gli aggiornamenti ufficiali, le prime immagini e i setup dalla pitlane, oltre alla tabella delle componenti della power unit utilizzate.