Il GP del Bahrain in Malesia è stato molto più complesso del previsto. La pioggia ha sparigliato le carte e anche qualcosa di più. Ci teniamo a dire e a rafforzare questo tema: non è stata la pioggia a mandare in tilt le power unit. Il software si è “impallato” a causa delle basse velocità. Le velocità estremamente basse sono state causate dalla pioggia, ma non è l’acqua in sé ad aver causato il problema. Ci teniamo molto a chiarire questo aspetto.
Lo stop dovuto all’anomalia registrata dalla FIA (qui il chiarimento) ha fatto sì che le vetture non potessero correre in condizioni di pioggia vera e propria. L’aggiornamento software ha richiesto tempo e la gara è potuta scattare oltre 90 minuti dopo rispetto all’orario inizialmente previsto. Per quell’ora però aveva smesso di piovere da tempo e questo ha mandato i reparti strategici dei team in confusione: tra questi, anche quello della Ferrari.
È doveroso iniziare ad analizzare le strategie sin da ora, perché altrimenti non si comprenderebbero determinate scelte fatte dai piloti. La gara sarebbe dovuta scattare alle 15:00, ora malese. Purtroppo, la pioggia battente, in stile diluviano (pensavo di prendermi una licenza poetica, invece è una parola che esiste davvero), ha fatto sì che la partenza fosse rinviata alle 15:40. Forse, e dico forse, l’errore commesso dalla McLaren e dalla Ferrari nasce da qui. Nonostante la copiosa pioggia caduta fino a 15-20 minuti prima, le vetture utilizzano gomme Intermedie per affrontare il primo stint. Purtroppo, il giro di formazione è interessato da alcuni problemi, lato software, delle power unit e la direzione gara si vede costretta a esporre la bandiera rossa.
Aggiornati i software, la FIA ritiene che ci sia la possibilità di partire alle 16:35 (sempre orario locale). A quel punto però la pioggia non cadeva incessantemente da molti minuti, circa più di mezz’ora. Sapendo delle grandi doti di drenaggio dell’asfalto malese, alcuni team hanno pensato che fosse possibile iniziare il GP su gomma slick. È da qui che si innesca la grande varietà strategica al via.
Concluso il doveroso cappello introduttivo, possiamo dunque prendere atto di tutte le strategie: la tattica vincente è stata quella di scattare su gomme Intermedie e utilizzare poi le slick. In particolare, con Verstappen si è trattato prevalentemente della Soft. In gara abbiamo visto la maggior parte dei piloti andare su tre soste, due delle quali avvenute in regime di Safety Car (giro 09, ritiro di Bottas, e giri 43-45, ritiro di Albon).

Trascrivere tutti i pit stop oggi sarebbe un’operazione molto lunga e ci toglierebbe molto tempo, per cui spero ci perdonerete l’iniziativa di rilasciarvi solamente la grafica Pirelli. A commento però possiamo affermare che Lewis Hamilton è stato l’unico pilota a concludere la gara con due soste. Questo perché ha deciso di non sfruttare la prima Safety Car. Con 31 giri sulle Soft C4, a Lewis Hamilton va riconosciuto lo stint più lungo effettuato su mescola C4. Tale run è stato possibile grazie anche alle ridotte temperature dell’asfalto, rimaste basse tra i 33 e i 38°C.
C’è poi un altro aspetto che ha attirato la nostra curiosità. Sul bagnato, la regola di montare due diverse tipologie di mescole slick decade. In tutti i casi, chi non ha montato le Intermedie e dunque è ricorso all’uso di sole slick ha effettuato almeno un cambio gomma, secondo chi scrive, per essere certo di non incappare in penalità indesiderate.
La scelta della Ferrari di scattare alle 16:35 con le slick è stata molto criticata, però ha funzionato. Non in tutti i casi, ma per i campioni del mondo, come Hamilton, Norris e Alonso, ha premiato. Dobbiamo dire però che ha dato i suoi frutti soprattutto a causa della Safety Car finale. La gara di Norris è stata sporcata da un errore dietro la Safety Car (Albon), sbaglio a cui ha in parte rimediato, concludendo nono.
Inizialmente lo stop di Albon aveva portato all’esposizione della VSC e, se gli steward fossero riusciti a spostare la Williams (bloccata per il problema al cambio), avremmo sicuramente avuto un altro ordine d’arrivo. Purtroppo la vettura non si sposta e la direzione gara è costretta a chiamare la Safety Car. Questa ricompatta il gruppo e mette Hamilton e Leclerc in condizione di prendere Hadjar e superarlo.

Lo stesso Alonso, a cui vanno fatti i complimenti per essere arrivato ottavo, ha beneficiato dell’ultima Safety Car. Senza il ritiro di Albon, Fernando sarebbe probabilmente arrivato decimo, superato da Hulkenberg. Ecco, forse, l’unico pilota che non ha beneficiato dell’ultima vettura di sicurezza è il tedesco dell’Audi. Nico ha condotto una gara impeccabile e avrebbe sicuramente meritato punti.
Sarebbe potuto essere un massacro. La scelta della Ferrari di montare le slick a inizio gara aveva spedito Hamilton e Leclerc fuori dalla top ten e molto lontano dai punti. Lewis riesce a risalire posizioni grazie alla sua lungimiranza. Non sostituire le gomme durante la prima Safety Car si rivela una mossa vincente, in grado di farlo rientrare in lotta per la top-5.
Nel caso di Leclerc, la squadra tenta di riprendersi decidendo di montare le Intermedie dopo 3 giri. Il destino di Charles sembra segnato, ma l’Intermedia si rivela davvero la mescola più veloce in quella fase di gara. Tant’è che Leclerc riuscirà anche a superare Hamilton nei primi giri. Per lui la prima Safety Car rappresenta un obbligo di fermata, ed è qui che perde la posizione su Lewis. Il resto della gara è impeccabile. Tant’è che chiude in quarta posizione alle spalle del compagno.
Il terzo e quarto posto erano il massimo a cui la Ferrari avrebbe potuto ambire oggi. Lo dimostrano i quasi 5'' di distacco che Verstappen ha dato a Hamilton in soli 5 giri. Una partenza su Intermedie non avrebbe generato un risultato diverso. Il Cavallino ha semplicemente faticato di più per ottenerlo. Complimenti ai piloti: hanno salvato la faccia della Scuderia. Hamilton e Leclerc hanno completamente annullato l'errore iniziale.

Dario Marrafuschi, direttore Motorsport Pirelli, ha archiviato così il GP del Bahrain in Malesia: "La gara di Kuala Lumpur ha visto il primo vero utilizzo della mescola Intermedia. Il comportamento è stato positivo. Negli ultimi giri, con la pista che si stava progressivamente asciugando, si è manifestato un leggero graining sugli pneumatici da bagnato. Questo però senza evidenziare particolari problemi di usura nonostante l'asfalto molto abrasivo".
"Le temperature erano sensibilmente più basse rispetto a quelle registrate nei giorni precedenti", ha proseguito il manager italiano. "Dopo l'acquazzone, la pista è rimasta umida per gran parte della corsa, contribuendo a mantenere sotto controllo le temperature degli pneumatici e a ridurre il degrado termico. A causa di ciò, la Soft si è rivelata particolarmente competitiva e ha consentito stint più lunghi. Alcuni piloti sono riusciti a coprire quasi metà gara con la mescola più morbida. Le neutralizzazioni hanno spinto molti team a scegliere proprio la C4 nelle fasi finali. Hard C2 e Medium C3 hanno mostrato un comportamento regolare e prevedibile, pur con livelli di grip inferiori rispetto alla Soft", ha concluso, secondo quanto riporta il comunicato Pirelli.
Foto di copertina e interne Peter Kiss / WHYOUT Images
grafiche: Pirelli