Vedere una Ferrari competitiva in simili situazioni non dovrebbe essere più una sorpresa. E invece. La cosa che più preoccupa al momento è constatare la meraviglia negli occhi e nelle voci degli esponenti del Cavallino sia quando le cose vanno bene, like today, che quando invece precipitano come a Silverstone e in Ungheria. Questa rubrica ormai tratta detto tema costantemente dopo ogni gara e verrà ripreso anche oggi. Prima però, procediamo con il fare un recap sulle strategie viste durante il GP del Belgio 2023.
Questa mattina eravamo abbastanza sicuri del fatto che si sarebbe andati su delle tattiche a due soste (leggi qui). L'indecisione verteva su quale fossero le gomme più indacete per portare a termine il GP. Chi scrive, facendo appunto riferimento alle strategie viste lo scorso anno e al fatto che i piloti si sarebbero trovati a che fare con un tracciato piuttosto freddo e green, consigliava l'utilizzo di M-M-H, mentre la Pirelli suggeriva di adottare S-M-S. Il punto oggi va dunque al nostro costruttore.
Come possiamo osservare dal recap offertoci dalla casa dell P Lunga, 7 piloti, tra cui i primi tre classificati (nell'ordine Verstappen, Perez e Leclerc) hanno optato per l'adozione di due treni di Soft e uno di Medie. Hamilton, su questa strategia, ha scelto all'ultimo giro disponibile di montare un secondo set di Medie per ottenere il giro veloce in 1'47''305.

Tutte le strategie di gara (foto: Twitter, Pirelli)
5 piloti hanno optato per montare due set di Medie e uno di Soft (Alonso il miglior classificato in 5° posizione); Norris è stato l'unico a montare tutte e tre le mescole (tra l'altro è il pilota che ha percorso più giri con la C4 rossa arrivando in P7: 27 tornate); Stroll e Gasly hanno effettuto un solo pit stop utilizzando Medie e Soft, in ordine invertito l'uno rispetto all'altro; mentre la Williams è andata su tre soste con entrambi i piloti adottando una strategia S-M-M-S.
Una volta conclusosi il GP del Belgio è stato tempo per i protagonisti di dedicarsi alle interviste. Le ultime, poi si sarebbe andati tutti in pausa estiva. La Ferrari ha conquistato un bellissimo podio, e ovviamente tutti da Leclerc a Vasseur, tranne Sainz che si è dovuto ritirare per esser stato preso in pieno da Piastri in Curva-1 subito dopo lo spegnimento dei semafori, si sono dichiarati molto soddisfatti del ritmo mostrato oggi. Quello che preoccupa non è tanto questo (anche se...), ma il fatto di aver affermato (ci riferiamo a Leclerc) che il team non comprende perché la SF-23 ha avuto un comportamento così diverso tra il Belgio e l'Ungheria.

Alcuni dati utili a comprendere le mescole (foto: Twitter, Pirelli)
Approfittando di questa rubrica, vi abbiamo già più volte parlato della nostra teoria. La Ferrari si comporta molto meglio nei tracciati rear-limited come Austria e Ungheria, mentre soffre sulle piste front-limited come Silverstone e Spa-Francorchamps (qui le differenze). Tuttavia, non basta solo questo elemento per capire come si comporterà la vettura di Maranello. Guardando questi tracciati, la Rossa ha ottenuto un podio sia a Spielberg che in Belgio , faticando a Budapest e nel Regno Unito. Qual è dunque l'elemento che potrebbe far quadrare il tutto? Le temperature.
All'Hungaroring i piloti hanno dovuto correre con 50°C di asfalto e anche se la natura del tracciato poteva offrire un vantaggio a Leclerc e Sainz, il duo ha faticato molto a tenere le gomme nella giusta finestra di utilizzo. Al contrario, in Belgio, nonostante i curvoni veloci comportino un maggior surriscaldamento delle gomme, godere di una temperatura del manto stradale mai superiore ai 34°C ha fatto si che Charles riuscisse ad estrarre sempre il pieno potenziale dalla sua monoposto. Al momento questa è quella che ci sembra la teoria che riesce al meglio a spiegare i tanti alti e bassi della Ferrari.
Per questo non si può essere sereni del risultato ottenuto oggi. Purtroppo per la squadra di Maranello la Formula1 organizza delle gare in estate e non in autunno/inverno. Sarà difficile che si verrà a creare nuovamente uno scenario in cui la pioggia cada quel tanto che basta per non far riscaldare il manto stradale e proseguire su gomme slick senza dover entrare ai box per montare le Intermedie. Da parte nostra attendiamo altri riscontri per mettere ancora più carne al fuoco e capire quale sia veramente il punto debole di questa Ferrari.

L'andamento delle temperature durante la gara (foto: Twitter, Pirelli)
Nelle parole dei tecnici e dei piloti si percepisce una mancanza di rotta ben precisa, di una linea da seguire nel tentativo di risolvere i problemi. Sembra di vederli procedere a tentativi, un po' a caso, come se si fosse persa la bussola. Magari però è si tratta solo di una sensazione.
Riguardo alle soste e ai pit stop oggi è andato tutto come doveva. Si è rimediato brillantemente ai problemi emersi durante la Sprint Race di ieri. Resta solo il rimpianto di non aver potuto vedere se Sainz avrebbe confermato il buon ritmo di Leclerc.
Concludiamo la nostra ultima disamina pre-pausa estiva con le parole rilasciate da Mario Isola al termine del GP alle colonne della casa italo-cinese: "Finalmente abbiamo avuto una giornata con condizioni meteorologiche discrete. La pioggia si è fatta vedere soltanto a sprazzi e non ha impattato pesantemente sullo svolgimento della corsa. Essere arrivati praticamente al buio all’appuntamento finale del weekend ha aumentato le incognite e, insieme all’abbondanza di nuovi pneumatici da asciutto a disposizione ha offerto alle squadre un ventaglio ancor più ampio di possibili strategie".
"Il degrado delle Soft e delle Medium è stato in linea con le simulazioni. Le temperature dell'asfalto si sono inoltre attestate relativamente basse", ha affermato il direttore motorsport Pirelli. "Allo stesso tempo, queste stesse temperature hanno reso poco competitiva la Hard, usata solamente da un pilota per una manciata di chilometri. Dal punto di vista della prestazione, le altre due mescole sono state all’altezza della situazione e la diversa lunghezza degli stint percorsi è stata funzione delle scelte dei piloti di spingere sin dall’inizio per sfruttarne al massimo il grip disponibile oppure gestirle per allungarne il più possibile il chilometraggio. Scelta che ha fatto chi ha scelto di effettuare un solo pit-stop".
"La Formula 1 ora si appresta a prendersi una piccola pausa. Noi resteremo ancora due giorni a Spa per i test di martedì e mercoledì assieme ad Aston Martin e McLaren come collaboratori: il programma di lavoro dipenderà molto da quali saranno le condizioni meteorologiche", ha chiosato Isola a concludere.
Foto: Twitter, Ferrari
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