Ha atteso, ma ne è valsa la pena. L’amaro confronto Sainz-Hamilton
La stagione 2025 oltre ad aver dato vita ad un campionato lungo ha fornito anche l’opportunità a due piloti, ormai d’esperienza come Sainz e Hamilton di forgiare ulteriormente le proprie capacità psico-fisiche dovendosi cimentare in un...

02/12/2025 19:10:00 Tempo di lettura: 5 minuti

La stagione 2025 oltre ad aver dato vita ad un campionato lungo (ci scuserete se parliamo già al passato, ma direi che ormai quasi ci siamo) ha fornito anche l’opportunità a due piloti, ormai d’esperienza come Sainz e Hamilton di forgiare ulteriormente le proprie capacità psico-fisiche dovendosi cimentare in un cambio di scuderia rivelatosi più complicato del previsto.

Carlos ha dovuto dire addio alla Ferrari e ha scelto di abbracciare la Williams, mentre il sette volte campione del mondo ha lasciato la Mercedes, squadra con cui ha vinto 6 dei suoi titoli per unirsi alla corte di Maranello.

Entrambi hanno avuto un avvio complicato. Entrambi criticati di non riuscire a stare al passo dei rispettivi compagni di squadra. Anche se hanno dovuto fronteggiare ‘’lo stesso problema’’ hanno vissuto esperienze diverse.

Haamilton, Ferrari

Il percorso di Sainz

Lewis, ha avuto una parte iniziale dell’anno comunque ‘’positiva’’, mentre ora sta costantemente faticando per riuscire ad andare a punti e superare anche il taglio del Q1 in qualifica. Sainz invece è arrivato. Con mota calma, l’attesa c’è stata, però è arrivato. Se torniamo indietro al termine del GP d’Italia, Albon era 7° in classifica, davanti anche ad Antonelli, con 70 punti, mentre lo spagnolo era 18° con appena 16 punti conquistati (migliore solamente di Tsunoda, Colapinto e Doohan).

Poi in Azerbaijan la svolta. Sainz conquista il primo podio della stagione giungendo terzo al traguardo. Qualcuno allora avrebbe potuto pensare ad un risultato fortuito, ma poi il nativo di Madrid, ha inanellato una serie di grandi performance, culminati con il suo secondo podio stagionale, giunto domenica scorsa in Qatar. Il terzo posto di Doha consacra la sua definitiva ripresa e lo porta in nona posizione iridata, a sole 9 lunghezze dal compagno Albon, che invece, negli ultimi 7 weekend ha ottenuto soltanto 3 punti (tra l’altro fatti tutti nella Sprint di Austin).

Carlos è riuscito ad adattarsi alla squadra e ora, se riuscisse a sostenere una grande gara anche ad Abu Dhabi potrebbe avere la possibilità di superare il compagno in classifica.

Le differenze con Hamilton

Purtroppo non possiamo dire la stessa cosa di Hamilton. Lewis al contrario, non è mai riuscito a diventare tutt’uno con la monoposto e in più, a differenza di Sainz, che ha ottenuto due podi con la Williams, il britannico, al volante della Ferrari, non ha centrato ancora l’obiettivo.

All’origine della differenza c’è sicuramente stato un differente processo di sviluppo della vettura. La Williams è andata lentamente migliorandosi di gara in gara e, una volta terminati gli aggiornamenti, il team e il pilota si sono concentrati su come estrarre tutto il potenziale della monoposto, permettendo a Carlos anche di ritrovare sé stesso all’interno dell’abitacolo.

GP Qatar, Ferrari

Quello fatto a Grove, doveva essere poi anche il processo che ci si attendeva fosse fatto dalla Ferrari. Invece, per qualche motivo, l’aver stoppato gli aggiornamenti, ha portato ad una maggiore destabilizzazione che sta sfociando nell’azione che siamo tutti ''costretti'' ad ammirare e giudicare in pista.

Si potrebbe fare delle critiche anche ad Hamilton, ma viste le difficoltà che sta avendo Leclerc, pilota ormai da sette anni in Ferrari, le cui capacità non possono essere certo messe in discussione dagli ultimi esiti di questo 2025 (quest’anno ha comunque fatto delle pole e dei podi), crediamo che il problema riguardi più la squadra in senso lato che non il caso specifico.

In fin dei conti dunque, a Sainz non sembrerebbe andato poi così male il passaggio in Williams dopotutto.


Foto copertina: X, Williams; foto interna: X, Ferrari; X, Ferrari

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