Red Bull molto estrema, VCARB più conservativa. Stessa power unit, diverse soluzioni
Nella giornata di venerdì 16 gennaio, Red Bull e Racing Bulls hanno deciso di fare un evento condiviso in cui abbiamo assistito alla presentazione della livrea dei due team di Formula 1. Le squadre sono unite da un’intensa partnership. Dal 2014 infatti...

17/01/2026 19:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Nella giornata di venerdì 16 gennaio, Red Bull e Racing Bulls hanno deciso di fare un evento condiviso in cui abbiamo assistito alla presentazione della livrea dei due team di Formula 1. Le squadre sono unite da un’intensa partnership. Dal 2014 infatti, anno in cui è iniziata l’era delle power unit, condividono la stessa motorizzazione, con uno scambio proficuo (soprattutto per la casa madre) di soluzioni tecniche e piloti.

La VCARB (questo l’attuale nome dal 2024 dopo essersi chiamata AlphaTauri e Toro Rosso in passato) è vista da molto tempo come il team-B di Milton Keynes e nel 2026, affronterà il cambio regolamentare, montando la motorizzazione nata dall’ingegno e dall’interazione tra gli uomini impegnati nel reparto Red Bull Powertrains assieme alla collaborazione Ford.

Fermo restando che il 16 gennaio abbiamo assistito all’unveiling di due show car, con delle soluzioni standard, almeno per quanto riguarda l’aerodinamica complessiva (ali anteriori, posteriori, bargeboard, fondo, cofano motore, ecc) ci sono comunque delle soluzioni tecniche che hanno attirato la nostra attenzione e che non dovrebbero cambiare da qui all’inizio dell’anno (a meno che non vengano riscontrate problematiche nella fase di test).

Una power unit, due sistemi di raffreddamento differenti

La nuova motorizzazione, a livello di hardware e layout interno dovrebbe essere la stessa fra le due vetture, a meno di ‘’piccole’’ variazioni, e una di queste sembra riguardare il sistema di raffreddamento.

Non serve prendere le misure. Il colpo d’occhio è impressionante. Anche se la power unit è la stessa, o la Red Bull ha deciso di essere molto estrema, o la VCARB ha scelto di essere molto più conservativa. La parte alta , posta sopra la testa del pilota (airscope) della VCARB-03 è già di per sé molto più grande rispetto a quanto pensato sulla RB22. L’aria pescata dall’alto dovrebbe servire ad andare ad ‘’alimentare’’ e raffreddare il motore a combustione interna ICE, mentre quella che arriva dalle pance passerà dai radiatori per poi andare fino alle batterie (sempre che il layout sia più o meno simile a quello dello scorso anno).

RB22, VCARB03, raffreddamento power unit

La differenza sostanziale nel raffreddamento delle due power unit la si ha riguardo alla superficie d’ingresso dell’aria nelle pance. La VCARB-03 utilizza delle grandi bocche, mentre la RB22 ha delle aperture più simili a delle feritorie.

Difficile dire chi avrà ragione dei due. Sicuramente avere delle aperture più piccole dà dei vantaggi aerodinamici non indifferenti, ma l’aria in ingresso giocherà un ruolo importante sulla gestione delle temperature della nuova unità pensata dalla Red Bull Ford Powertains.

La Red Bull è stata sicuramente molto estrema rispetto alla VCARB, ma bisognerà attendere un riscontro dal lavoro svolto da tutti gli altri team prima di poter aggiungere qualcosa in più. La prossima presentazione in programma è fissata per il giorno 19 gennaio, giorno in cui la Haas toglierà i veli alla vettura con cui parteciperà al mondiale 2026: la VF-26.


Foto: Red Bull Racing (desfrizione: foto frontali della RB22 e della VCARB-03)

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