Sull’ADUO sono state dette molte cose in quest’ultimo mese di giugno. La Red Bull è stata inquadrata come benchmark per quanto riguarda la potenza che è in grado di estrarre dall’ICE. La Mercedes è stata inquadrata in un ritardo superiore al 2% e la Ferrari del 4%.
Una regina senza trono. Essere il riferimento del mondiale, senza aver vinto mai una gara ed essere, allo stesso tempo, molto lontano dal raggiungere questo obiettivo non è certo lo scenario che gli uomini e le donne di Milton Keynes auspicavano quando, nelle fasi di preparazione del mondiale, lottavano e spingevano per essere i migliori tra tutti i costruttori.
La questione, l’abbiamo ripetuta tante volte, è la seguente: l’ADUO si occupa di verificare la potenza effettiva che riesce a sprigionare l’ICE, ma poi l’integrazione tra il motore termico e quello elettrico è tutt’altra storia. Proprio in quest’ambito la Ferrari, ma soprattutto la Mercedes avrebbero fatto un lavoro migliore della Red Bull, sia in termini di armonizzazione dei due motori, sia di recupero e gestione dell’energia.
La Red Bull ha protestato contro il verdetto emesso dalla Federazione Internazionale, ma dal momento che sia Audi che Ferrari, faranno debuttare in Austria le specifiche aggiornate della loro unità di potenza, dobbiamo dedurre che la FIA sia rimasta della sua posizione. Magari non l’ha ancora detto ufficialmente, ma la linea è molto rigida al riguardo.

A Spielberg, proprio sul suo circuito di casa, potrebbe arrivare una piccola rivincita per la casa di Milton Keynes. Il Red Bull Ring avendo un dislivello di 95 metri tra il punto più basso della pista e quello più alto, si colloca tra i 660 e i 750 metri di quota. Questo fa sì che l’aria sia più rarefatta rispetto a quando si corre in prossimità del livello del mare.
Se da un lato, il motore Ferrari è stato riconosciuto come quello che adotta la turbina più piccola del mondiale e la Mercedes, invece, come la casa che ha scelto il diametro più grande per la sua girante, la Red Bull dovrebbe essere più vicina alle scelte della casa di Maranello. Se non altro, la RB22 non ha mai avuto grandi problemi in partenza.
Scelta che potrebbe metterla in difficoltà a Spielberg, sia dal punto di vista dell’affidabilità che delle prestazioni. Il GP d’Austria ha da sempre messo a dura prova l’ICE delle monoposto e qualora la Red Bull dovesse mostrarsi più sofferente del solito, sicuramente non esiterà a tornare a battere i pugni sui tavoli della FIA per contestare (probabilmente invano), più che la decisione, il metodo che stabilisce chi sia in vantaggio, rispetto a coloro che devono recuperare terreno.
Non sarebbe certo confortante, però quantomeno, la si potrebbe considerare (qualora le cose andassero effettivamente così) una sorta di rivincita morale.
Foto: Red Bull Racing