L’Aston Martin AMR26 “rivista e corretta” ha stupito tutti, già nel giovedì prima del GP di Ungheria, per la quantità di novità introdotte mentre era ancora semi assemblata sui cavalletti nei box.
L'articolo prodotto ieri è stato infatti dedicato all'assemblaggio preliminare della nuova vettura, mentre ora ci concentreremo sull’assemblaggio finale avvenuto questa mattina, poco prima dell’inizio delle FP1, che ha fatto sgranare tanto d’occhi per la mole di novità comparsa in ogni area della vettura.

Innanzitutto va evidenziato che i tecnici di Silverstone hanno introdotto un muso nuovo (1), che ha sicuramente richiesto una nuova omologazione dato il disegno decisamente più sottile. La forma del nosecone, oltre che più snella, è anche più protesa verso l'avanti e ricorda le forme adottate dalla McLaren sulla MCL40.
Parimenti, l’ala anteriore (2) è stata completamente riprogettata non a caso richiamando, nel disegno complessivo, le forme adottate dalla vettura papaya il cui avantreno deve essere stato ritenuto premiante in combinazione alle caratteristiche della AMR26.
Tutti i flap sono stati rivisti e semplificati rispetto alla precedente versione.
Molto elaborata l'ala posta esternamente alla paratia laterale (3) che mostra corda e sezione variabili lungo tutta l'apertura il cui scopo è dirigere l'aria in basso e verso l'esterno per allontanare le turbolenze date dalle ruote anteriori.

Il fondo vettura è completamente nuovo, fatto testimoniato dalla diversa forma dei profili di ingresso posti sotto l’imboccatura delle fiancate e corredati da cinque (non più quattro) profili utili a condizionare il campo di moto che interessa il sottoscocca.
Diverso e inedito il disegno delle soffiature (4) che si occupano di gestire le turbolenze date dal rotolamento delle ruote posteriori.
L’obiettivo di condizionare i flussi verso l’esterno e verso il basso è favorito da una profonda sagomatura curva della superficie del fondo vettura che al momento è prerogativa della sola AMR26.
Rivisto il cofano motore soprattutto nella zona degli sfoghi d'aria (5) caratterizzato ancora da numerose louvres ma anche da un andamento più bombato.
Come spesso accade, si tratta di una zona spesso soggetta a cambiamenti per adeguarsi alle esigenze di raffreddamento degli specifici circuiti tuttavia, dato il notevole aumento della sezione di imbocco delle fiancate, non è escluso che questa area possa mentenere questa generale maggiorazione di sezione.
Sembra di intuire, al contrario, una ulteriore riduzione degli ingombri nella sezione posteriore (6) con la carrozzeria che fascia letteralmente la zona del cambio come una seconda pelle.
Questa zona è, da sempre, una delle più nevralgiche per il corretto funzionamento del diffusore: l'aria che lambisce la parte superiore dello stesso deve ricongiungersi con il flusso proveniente dal sottoscocca in modo armonico.

La monoposto frutto del lavoro del team diretto da Adrian Newey si è distinta, fin dal suo debutto, per il triangolo superiore della sospensione posteriore infulcrato direttamente sui due piloni che sorreggono l'ala posteriore. Proprio in questa zona, a unire tra loro i due punti di attacco, è comparso un elemento metallico (7) trasversale che testimonia un intervento cardine volto a irrigidire una zona probabilmente soggetta finora a flessioni nocive.

In merito all'ala posteriore, va innanzitutto sottolineato che la nuova configurazione non è stata sviluppata per ruotare come nel caso di Ferrari e Red Bull.
Nonostante questo, colpisce la presenza di una vistosa sciabola di carbonio (8). Questo elemento non è mobile ma connette rigidamente il bulbo entro il quale è racchiuso l'attuatore idraulico e il bordo di uscita del flap mobile.
Difficile stabilire se possa fornire qualche tipo di beneficio aerodinamico, di certo ha il compito di fornire un fulcro centrale aggiuntivo ai due laterali, attorno al quale far ruotare il flap mobile.
Ora la parola spetta necessariamente alla pista. Le prime libere ci hanno consegnato un primo inizio positivo con Alonso in tredicesima posizione ma anche un rovinoso incidente per Stroll a causa del cedimento della sospensione posteriore. Nonostante Newey abbia negato che questo cedimento coinvolga parti modificate per la nuova macchina, anche a Alonso è stato prudenzialmente sotituito il retrotreno dopo le FP2.
Nessun miracolo quindi, come era ragionevole attendersi.
Va ricordato che ancora non dispone del motore Honda aggiornato che debutterà dopo la pausa estiva in Olanda e soprattutto che una monoposto tanto difforme dalla precedente rappresenta per Ason Martin un vero e proprio nuovo inizio.
Difficile che le mappe aero impostate finora possano collimare con una tale reimpostazione aerodinamica e andranno completamente riscoperte. Non sarebbe stato sorprendente vedere la monoposto di Silverstone girare con i "rastrelli" pieni di sonde nelle libere per la validazione di ciò che è stato prima simulato al CFD e in seguito validato in galleria del vento.
E' presto quindi per dare giudizi sulla AMR26 "B". Al momento non si può che rendere omaggio allo sforzo compiuto da tutti i tecnici per cercare di risollevare il team da una crisi tecnica nerissima e inimmaginabile prima dell'inizio della stagione.
Foto copertina di Luca Martini / WHYOUT Media
Foto interne di Luca Martini / WHYOUT Media