Oggi al Montmelò si è parlato molto di power unit a causa sia delle modifiche al regolamento tecnico relative ai prossimi anni, ma anche per i ritardi relativi alla comunicazione ufficiale del rapporto ADUO da parte della FIA. Siamo ancora tutti in attesa di conoscere il quadro generale del lavoro svolto dai costruttori per quanto riguarda la potenza effettiva che sono riusciti a sviluppare tramite il motore a combustione interna (ICE).
Le prime indiscrezioni parlano di una Red Bull estremamente forte, la migliore, con Mercedes che rientrerebbe nel primo scaglione (oltre il 2%), mentre la Ferrari addirittura nel secondo, se non terzo (oltre il 4% o 6%). Tutto è ancora da vedere, ma intanto nel paddock catalano, dove noi di Formula1.it siamo presenti, si parla molto di questo argomento per cercare di comprendere come mai, la Red Bull, anche se potenzialmente al top, sembri di fatto più carente della Mercedes, motoristicamente parlando.
La considerazione che in molti fanno, ripresa anche dal team principal della Williams, James Vowles, oggi, è la seguente: la power unit non è composta dalla sola parte termica. Le power unit 2026 devono saper far interagire nel migliore dei modi il ramo elettrico (a cui oltre all'erogazione della potenza tramite boost, è affidato anche il recupero di energia tramite MGU-K) con quello a combustione.

La partita si gioca proprio su questo aspetto. Anche se la Red Bull può godere dell'ICE migliore, non è riuscita a integrare i due comparti della PU nel migliore dei modi. Se ci concentriamo su questo aspetto, allo stato attuale delle cose, è la Mercedes ad essere la migliore, perché è stata capace di creare una power unit in grado di saper interagire parte elettrica e termica in un connubio perfetto. Il punto di forza della casa di Stoccarda risiederebbe proprio nella gestione e nel recupero di energia. Punto focale del regolamento 2026.
Foto: Red Bull Racing