Verstappen chiama, la Red Bull risponde. Con giugno, e orami siamo quasi alla fine del mese, siamo entrati ufficialmente nella silly season. Nel periodo in cui il mercato impazza e i piloti valuta le loro migliori opzioni per guidare per una squadra vincente nei prossimi anni.
L’olandese era arrivato in Austria, nel circuito di casa della propria scuderia con il morale sotto le scarpe. Tanto che, secondo le voci, ci sarebbe stato un primo contatto con la McLaren.
La Red Bull per tenerlo deve fare soltanto una cosa: portare aggiornamenti, migliorare l’auto e mettere in condizione Max di lottare per la vittoria. Partendo dal fatto che la squadra di Milton Keynes veniva etichettata come quarta forza in gioco di questo mondiale, lo step da fare per lottare con le Mercedes sembra e sembrava davvero troppo grande da fare tutto in un sol colpo.
Eppure, grazie al folto pacchetto di upgrade introdotto venerdì (centrato soprattutto sulla nuova architettura delle pance, le modifiche coinvolgono sidepod inlet, fondo, carrozzeria e retrotreno, approfondisci qui), il passo in avanti è stato strabiliante. Al venerdì il team si era concentrato per lo più sulla raccolta dati, mentre poi già dal sabato, trovato l’assetto giusto, è tornata ad esibirsi a livelli che non avevamo ancora mai visto nel corso di questa stagione.

L’appuntamento austriaco va considerato per quello che è. Per il caldo e l’altitudine a cui si trova il Red Bull Ring, è sicuramente una tappa che fa un po’ storia a sé. È chiaro però, che nonostante tutte le polemiche che si sono susseguite sull’ADUO, l’ICE Red Bull ha garantito delle performance davvero di altissimo livello. La RB22 è stata l’unica vettura a tenere il passo delle Mercedes là davanti. Nemmeno la McLaren, che comunque male non si è comportata, è riuscita a farlo.
Assistere ad un arrivo in volata con Russell, Verstappen e Antonelli racchiusi in meno di due secondi, ci dice inoltre che un'eventuale vittoria di Max non era poi così impossibile. La strategia ha girato a favore di George, più che altro per le chiamate con cui sono stati effettuati i pit stop, e l’olandese si è dovuto accontentare del secondo posto.
La mezza impresa della Red Bull, può dunque, per certi versi paragonarsi al successo ottenuto da Hamilton al Montmelò, e anche se non è giunta la vittoria, forse il secondo posto di Max ha delle basi più solide rispetto al trionfo di Lewis.
La Ferrari è troppo altalenante al momento. Salta troppo spesso dall’essere competitiva a perdere la bussola. Il Cavallino non è ancora soddisfatto del proprio motore e alle volte resta vittima dei soliti problemi. La Red Bull invece, nonostante abbia avuto un avvio estremamente difficile, ha lentamente mostrato segnali di ripresa, con un trend decisamente in crescita. Verstappen ha dovuto attendere il GP di Miami per chiudere in top-5, ma poi, a quel risultato sono seguiti un terzo posto, il ritiro a Monaco, la quarta posizione in Spagna e il secondo posto in Austria.
La Red Bull può contare su un ICE di ottima fattura e una conoscenza della vettura decisamente in crescita, cosa che attualmente fatichiamo a dire della Ferrari. Silverstone ci toglierà ogni dubbio.
Foto: Red Bull Ring