Gp Bahrain 2022 - Analisi strategie: la Safety Car sfavorisce più Red Bull che Ferrari

Il comportamento delle gomme è stato una sorpresa. In Bahrain si è registrato un alto degrado su tutte le tipologie di pneumatico. Persino chi ha utilizzato la Hard, la mescola C1, la più dura del lotto, non è riuscito a percorrerci un gran quantitativo di giri addizionale rispetto alle più morbide Medie e Soft.

Ne è scaturita una gara a tre soste con soltanto un pilota ad esser riuscito a portare a termine il Gp attraverso una tattica a 2 pit stop. Entreremo presto nel dettaglio, ma prima uno sguardo al commento riservato dal costruttore degli pneumatici al termine della gara.

  • L’analisi Pirelli

Partendo dalla pole, Charles Leclerc ha condotto una splendida doppietta Ferrari ricorrendo all’utilizzo di una strategia a tre soste: 2 stint iniziali su mescola Soft C3 seguiti da uno su Medium C2 e un ultimo run ancora su Soft C3, con la sosta sopraggiunta a causa dell’ingresso della Safety Car a 11 giri dal termine. Leclerc ha anche ottenuto il giro più veloce della gara: 1’34’’570. Il compagno di squadra, Carlos Sainz ha seguito la stessa strategia.


Alcuni dati utili sulle mescole Pirelli, Gp Bahrain 2022 (foto: Twitter, Pirelli)

Secondo il regolamento 2022, tutti i piloti avevano la possibilità di scegliere la gomma a loro più congeniale alla partenza. Hanno optato tutti per la Soft, fatta eccezione delle due McLaren a montare la Media per il primo tratto di gara. Il Gp è iniziato alle 18 con temperatura ambiente di 24°C e 27°C d’asfalto. Condizioni più calde rispetto al sabato, con la colonnina di mercurio che è poi scesa di un paio di gradi fino alla bandiera a scacchi.


Le nuove norme per le termocoperte portano nuove sfide

Le parole rilasciate dal direttore motorsport Pirelli sulle colonne ufficiali dell’azienda: “La gara del debutto, per i nostri nuovi prodotti da 18 pollici e della nuova era regolamentare, è stata ricca di emozioni. Ci ha regalato intense battaglie dall’inizio alla fine. Siamo soddisfatti di come si sono comportate le gomme. Le mescole morbide e medie qui sono state fondamentali, con le dure a rappresentare una scelta più coerente”.

Tutte le strategie adottate dai piloti nel corso del Gp del Bahrain 2022 (foto: Twitter, Pirelli)

“La temperatura più bassa delle termocoperte (si è passati da 90 a 70°C) ha contribuito alla sfida di mettere le gomme nella corretta finestra di lavoro rendendo l’undercut meno potente con la mescola Hard ha proseguito Mario Isola. La natura abrasiva della pista ha reso indispensabile effettuare almeno due pit stop. La strategia finale è stata influenzata molto anche dalla Safety Car. La vettura di sicurezza ha portato tutti a fermarsi una terza volta per mettersi nelle condizioni adeguate ad affrontare l’ultimo stint di gara. Congratulazioni alla Ferrari per la doppietta!


  • Il riepilogo delle strategie

Era ovvio che, con l’introduzione di nuove gomme, tutto quanto appreso negli ultimi anni in termini di durata delle coperture non avrebbe avuto più validità. Lo avevamo detto anche ieri guardando a quelle che sarebbero potute essere le possibili strategie di gara. Ci si attendeva un Gp su due soste con la possibilità anche per alcuni di rischiare e compierne soltanto uno. Scenario che si è presto rivelato irrealizzabile una volta iniziata la gara.

I piloti che avevano mostrato di prendersi più cura degli pneumatici avrebbero potuto al massimo cercare di terminare il Gp su due soste. Come nel caso di Leclerc, che prima del subentro della Safety Car chiamata in causa dal problema tecnico avuto da Gasly sulla sua AT03 a 11 giri dalla fine, stava tentando di andare al traguardo con la mescola Media montata nel corso del 31° passaggio. Strada che Verstappen, Sainz e Perez avevano già deciso di non percorrere montando la mescola Soft una manciata di minuti prima che il motore Honda dell’AlphaTauri N.10 decidesse di andare in fiamme.

Strategia alternativa per Schumacher

Soltanto Mick Schumacher ha deciso di non approfittare della Safety Car per adeguarsi alla strategia altrui. Tale mossa gli aveva permesso di passare dalla 13° alla 10° posizione in regime di SC sfruttando le soste di Zhou e Tsunoda (oltre che al ritiro di Gasly). Purtroppo proseguire con mescole Soft montate al 35° passaggio ha complicato non poco il finale del tedesco che terminerà 11° dopo esser stato superato con facilità da Tsunoda, Alonso e Zhou (di fatto perde soltanto una posizione causa i ritiri Red Bull).

Gp Bahrain 2022 - Lap Chart (foto: Formula1)

Pittare in regime di Safety Car lo avrebbe messo in 13° posizione alle spalle del cinese dell’Alfa Romeo. Forse il risultato sarebbe stato comunque lo stesso, ma almeno il tedesco avrebbe avuto la possibilità di lottare. Schumacher è l’unico a terminare la gara su due soste: Soft – Media – Soft.

La Safety Car porta tutti ad adeguarsi alle tre soste

La vettura di sicurezza ha messo tutti d’accordo. Giusto, per chi ancora non lo aveva fatto, montare un set di Soft nuove per andare fino in fondo ed adeguarsi alla strategia di chi si era già fermato. Tattiche che possono essere suddivise in tre macro categorie.

Leclerc, Sainz, Magnussen, Tsunoda, Stroll, Latifi e Hulkenberg (ma anche Perez e Verstappen, non giunti però a traguardo) hanno puntato sull’utilizzo massiccio della Soft effettuando un solo stint su gomma Media: 3 set di red C3 e 1 di yellow C2.

Hamilton, Russell, Ocon, Alonso, Ricciardo e Norris hanno invece tentato la strada della Hard. Questi piloti cercavano nella mescola più dura una gomma capace di dargli costanza di prestazione per un tempo più lungo rispetto alle altre più morbide. Speranze che però non si sono concretizzate. Lo stint più lungo effettuato con le C1 lo ha realizzato Russell sostituendo lo pneumatico soltanto dopo 18 giri (e neanche a causa della Safety Car). Le tre soste, in questi casi hanno portato all’utilizzo di 2 set di Soft, 1 di Medium e 1 di Hard.

Bottas, Zhou e Albon sono andati su una tattica ancora differente andando a montare 2 set di gomma Media e 2 di Soft. Una scelta che ha pagato dal momento che ha portato entrambe le Alfa Romeo all’interno della Top-Ten. Ovviamente con un po’ di fortuna nel caso del rookie cinese che comunque non ha affatto sfigurato nella gara del debutto.

  • Muretto perfetto in Ferrari

Tra i tanti elementi a portare il sorriso in Ferrari, c'è senz'altro anche il bel lavoro svolto dal muretto box. Verstappen ha provato a mettere pressione su Leclerc puntando sempre sulla potenza dell'undercut. Leclerc e gli uomini della Rossa però, tranne in occasione della prima chiamata ai box, da cui ne è scaturito un gran bel duello tra i due piloti (qui le immagini), hanno sempre saputo reagire egregiamente, come nel caso della terza sosta dell'olandese. Momento in cui si era deciso di prendere un'altra strada andando fino in fondo con gomma Media.

Il Cavallino non ha nulla da farsi riprendere. I meccanici sono stati i più rapidi anche nelle procedure di pit stop rifilando mezzo secondo (2,5'' contro 3'') ai rivali della Red Bull.

  • Safety Car: vantaggio o handicap per Ferrari?

Questa la domanda che un po’ assilla tutte le persone che si interessano alle strategie di gara. Leclerc è stato penalizzato dalla Safety Car, entrata in gara a 11 giri dalla fine quando aveva un vantaggio di 25’’5 su Verstappen, oppure ha tolto la Ferrari da un possibile finale thriller permettendole di adeguarsi in tutta tranquillità alla strategia di Max?

Il fatto che dovesse essere Charles a sperimentare la consistenza della mescola Media, proprio nell’ultimo stint di gara non era proprio il massimo dell’aspettativa dei tifosi. Max, una volta uscito dai box con gomma Soft, aveva preso a girare subito 1’’7 più rapido di Leclerc. Certo 11 giri dal termine e 25’’5 da recuperare stava a significare che l’olandese sarebbe dovuto essere oltre 2’’ al giro più rapido del monegasco per poterlo raggiungere prima del traguardo. Cosa davvero molto complicata anche se, non possiamo sapere quale sarebbe stato il comportamento della Media a fine gara.

Immagine del confronto tra Sainz (Ferrari) e Verstappen (Red Bull) nel finale di gara, giro 54/57 (foto: Twitter, Formula1)

La Safety Car ha tolto ogni tipo di preoccupazione. Ha messo tutti nelle medesime condizioni e più che svantaggiare Leclerc ha effettivamente permesso a Sainz di tornare in lotta per la seconda posizione. La vettura di sicurezza, inftti è andata a mettere più pressione sulla Red Bull piuttosto che sulla Rossa. Alla ripartenza, Leclerc ha fatto subito il vuoto, mentre l’ombra di Carlos, approfittando dei problemi che Max stava affrontando con il volante e con la gestione della temperatura dei freni, era presenza fissa oramai negli specchietti dell’olandese.

Poi ovviamente le due anomalie al motore Honda hanno definitivamente messo le Red Bull fuori dai giochi e se da un lato hanno permesso alla Ferrari di ottenere la prima doppietta stagionale, dall’altro hanno consentito a Hamilton di conquistare un podio insperato alla vigilia. Tutto sommato sarebbe stato interessante valutare il comportamento della mescola Media con Charles Leclerc, ma alla fine, non è andata poi così male dopodutto.

Foto: Ferrari

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