Sembra che durante questa brevissima pausa invernale si parlerà moltissimo di power unit e di cosa potrà accadere nel caso in cui la FIA trovasse delle importanti effrazioni al regolamento tecnico e, non potendo ‘'chiudere un occhio’, decidesse di penalizzare uno o più costruttori al via della nuova era regolamentare.
Subito dopo la fine del mondiale 2025 hanno iniziato a circolare delle indiscrezioni riguardo alla Mercedes. La casa di Stoccarda sembrerebbe aver trovato un escamotage per incrementare il rapporto di compressione, riportandolo ad un valore simile a quello utilizzato nel 2025 (18:1), anziché lavorare con il 16:1 previsto dal regolamento. La Federazione ha concluso la prima indagine giudicando la power unit regolare, ma il campionato 2026 non è nemmeno iniziato e possiamo dare per certo che i motoristi cercheranno di sfruttare tutte le armi a loro disposizione per muoversi all’interno delle aree grigie per riuscire a guadagnare qualche cavallo in più rispetto alla concorrenza.
Sarà un anno molto lungo e intenso per i tecnici delle squadre e della FIA. Una stagione che terrà in apprensione non solo i costruttori, ma anche tutti i loro clienti, i quali avranno una stretta al cuore ogni qual volta ci sarà un motorista sotto la lente d’ingrandimento.
Essere dei ‘semplici’ clienti, all’alba di un nuovo ciclo regolamentare che coinvolge attivamente l’unità di potenza, rappresenta dei rischi. Lo abbiamo già vissuto alla fine del 2019 con la Ferrari, colta in fragrante con il ‘motorone’ e costretta a rivedere il proprio progetto con gravi conseguenze sulle stagioni 2020 e 2021.

Avere lo status di cliente ha come vantaggio quello di non dover sostenere gli stessi costi di un costruttore. Progettazione e innovazione sono totalmente nelle mani delle case madre. Tuttavia, non si ha alcun peso decisionale all’interno di quei due processi. Quindi, nella circostanza in cui la FIA dovesse segnalare un’irregolarità e fosse costretta a penalizzare un produttore, questo si ripercuoterebbe per forza di cose sui clienti, senza possibilità di deroga alcuna.
Inoltre, va detto che le case produttrici, non sono certo nate ieri. In una fase così delicata spingerà per avere in prima battuta gli aggiornamenti in esclusiva per il proprio team, per poi successivamente fornirli alle altre squadre. O fare il contrario nel caso in cui non fosse sicura dei benefici di tale upgrade.
Per questo la Red Bull ha lottato tanto per riuscire a diventare un costruttore. Godere di una propria power unit ti rende totalmente padrone del tuo destino e questo è uno status che a seconda di ciò che accadrà durante l’anno, potrà avere un forte impatto sui rapporti di forza tra le scuderie.
Per la stagione 2026 ci sono dei cambiamenti di cui bisognerà sicuramente tenere nota. L'Alpine diventerà un cliente a tutti gli effetti avendo rinunciato allo stato di costruttore con la power unit Renault, preferendole quella Mercedes. Tra le forniture, la casa di Stoccarda vanterà ovviamente sé stessa, la McLaren e la Williams (per un totale di 4). La Ferrari motorizzerà la propria vettura, i team Haas e Cadillac (la casa americana monterà motore Cadillac dal 2027). La Red Bull godrà di una sua unità di potenza, forte della partnership con Ford, e fornirà la Racing Bulls. La Honda equipaggerà l'Aston Martin, mentre l'Audi ritornerà in F1 con Sauber.
Foto copertina: Red Bull Racing (descrizione: GP Singapore 2025, primo piano sull'Alpine)
Foto interna: Red Bull Racing (descrizione: GP Austin 2025, primo piano sulla Haas inseguita dall'Alpine)
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