La seconda giornata di test a Barcellona non è stata particolarmente avvincente. A parte la pioggia e l’incidente al pomeriggio di Hadjar su Red Bull (episodio che sembra abbia anche reso necessario l’intervento da parte di una gru), non c’è stata moltissima azione. Questo perché soltanto Ferrari e, appunto, Red Bull hanno deciso di macinare chilometri. Gli altri, tra assenti e chi invece si è tirato indietro, sono rimasti tutti a guardare.
Noi abbiamo preso la palla al balzo per parlare di un argomento. Cosa potrebbe accadere quest'anno in caso di pioggia? Nel corso della precedente era regolamentare la Pirelli e la FIA si erano ritrovati davanti ad una grande problematica: le vetture generavano tantissimo spray, la visibilità in caso di pioggia era scarsissima e in più, le Full Wet, a causa delle poche sessioni di test in-season concesse al produttore di pneumatici, non funzionavano come dovevano. Per cui, o le condizioni erano da Intermedie con pioggia leggera, oppure le auto restavano ferme ai box. Sia che si trattasse di libere, di qualifiche o di gara, la decisione FIA era sempre la stessa, soprattutto nel 2024 e nel 2025.
Una delle problematiche più grandi accusate dalla Pirelli negli anni passati era la seguente: la mancanza di un numero ragionevole di test portava all'essere costretti a ricorrere all’utilizzo di una pista bagnata artificialmente per poter studiare determinate specifiche. Con tutte le conseguenze che ne derivano. Bagnare il circuito, in primo luogo, costa. Poi non restituisce le sensazioni della pioggia vera e propria. Il tracciato si asciuga velocemente in presenza del sole e non si ha neanche il tempo di percorrere un numero di giri adeguato con le Wet.

Con la pioggia sopraggiunta a Barcellona nella giornata odierna, e sembra resterà nei dintorni catalani anche domani, questa sarebbe stata una buona occasione per i team di testare le nuove coperture e dare dei feedback concreti alla Pirelli. Opportunità sfruttata solamente da Ferrari e Red Bull.
Attendere il bel tempo per comprendere meglio le potenzialità del proprio progetto è un punto di vista senz’altro rispettabile. Quindi capiamo la decisione dei team che hanno tenuto le auto ferme all’interno del loro garage. Le vetture 2026, non avendo più il fondo tipo Venturi, dovrebbero generare uno spray minore rispetto alle monoposto 2022, ma a vedere dagli scatti provenienti dalla giornata odierna a Barcellona, non ci sembra una riduzione poi così drastica. Sicuramente saranno tutti davanti ai tavoli della FIA a lamentarsi qualora ci siano dei problemi di sicurezza nel correre sul bagnato. Però alla fine, chi ha effettivamente dato un contributo quando c’era la possibilità di poter raccogliere dati e dare dei feedback alla Pirelli? Soltanto Ferrari e Red Bull se i test finissero oggi.
Forse nella giornata di domani, se pioverà come da previsioni, alcune squadre avranno l’opportunità di redimersi. Anche perché, chi non proverà le gomme da bagnato in questi giorni, difficilmente avrà l’opportunità di farlo durante le due sessioni programmate in Bahrain (11-13 e 18-20 febbraio). La possibilità c’è sempre, ma diciamo solo che è molto meno probabile che accada.
Foto copertina: X, Formula1 (descrizione: Charles Leclerc sul bagnato nei test di Barcellona, Day2, sulla Ferrari SF-26)
Foto interna: X, Red Bull (descrizione: Max Verstappen gira sul bagnato nei test di Barcellona, Day-2, sulla Red Bull RB22)
Leggi anche: Mai visti dei test più brutti: sono le assenze a fare il vero rumore
Leggi anche: Leclerc guida la SF-26 e studia i rivali: «Spero sia il nostro anno»
Leggi anche: Barcellona Day-1: McLaren fa la preziosa. Tempi e prime riflessioni sulla PU Ferrari
Leggi anche: Red Bull, la prima modifica alla RB22 nasconde un problema con la power unit