La prima gara della stagione 2026 a Melbourne ha chiarito molti aspetti legati alle nuove vetture. La Mercedes è la migliore nella rigenerazione dell’energia e grazie ad una turbina grande il passo gara migliora con la vettura che va a scaricarsi di carburante. Con questa migliore efficienza nel ricaricare la batteria, Russell e Antonelli riescono ad essere anche più competitivi in qualifica.
La Ferrari invece dal canto suo, avendo optato per una turbina più piccola, è molto veloce e reattiva in partenza, con vettura carica di carburante, ma poi perde un po’ di performance con il serbatoio che si scarica. Ci limitiamo a fare il confronto tra loro, perché la gara di Melbourne ha decretato che per quanto riguarda il layout dell’Albert Park, sono state queste le vetture più vicine e in grado di lottare per vittoria-podio (anche se in realtà il Cavallino è a più o meno mezzo secondo, come riferisce anche il team principal, Frédéric Vasseur).
Le cose potrebbero cambiare in Cina, ma oggi, a Melbourne, Mercedes e Ferrari sono riusciti a fare la differenza sugli avversari non soltanto per il modo in cui riescono a generare e gestire energia. Guardando la classifica finale abbiamo Russell leader, Antonelli a 2’’9, Leclerc a 15’’5, Hamilton a 16’’1, dopodiché Norris a 51’’7, Verstappen a 54’’ e gli altri piloti, da Bearman in poi doppiati almeno un giro. Colapinto (Alpine) e Sainz (Williams) si sono presi due giri, Perez (Cadillac) addirittura tre.

I secondi di distacco che Mercedes e Ferrari hanno rifilato in primis alla McLaren e alla Red Bull (c’è da dire che Max è partito dal fondo della griglia oggi, quindi in condizioni normali sarebbe stato sicuramente meno) sono tutti frutto della gestione di energia e della power unit? No! Le due squadre hanno anche un altro vantaggio sugli altri concorrenti.
La casa di Stoccarda e quella di Maranello sono giunti a Melbourne con una migliore comprensione degli pneumatici Pirelli. Abbiamo avuto due VSC durante la gara. Una determinata dal motore Red Bull Powertrains-Ford in fiamme sull’auto di Hadjar, mentre l’altra causata dal ritiro tecnico della Cadillac di Valtteri Bottas.
Nonostante la maggior parte dei piloti abbia scelto la mescola Media C4 per lo scatto in griglia, molti di loro hanno scelto di utilizzare la prima Virtual Safety Car per montare gomme Hard. Norris è uno di questi, che ne ha approfittato per montare le Hard. La Mercedes anche ha scelto di montare la C1, mentre la Ferrari ha deciso di proseguire sulle Medie e Verstappen di allungare mantenendo però le Hard.
La W17 ha dimostrato la sua forza vincendo la gara completando 46 passaggi sulla C3. 46 giri in cui la performance non ne ha risentito. La Ferrari sapeva che se si fosse fermata dietro alla VSC (primo periodo) probabilmente non sarebbe riuscita a concludere la gara. Per cui va avanti. Leclerc si fermerà nel corso del 26° passaggio per andare sulle C3, mentre Hamilton sceglierà di fermarsi al 29° passaggio per fare lo stesso (non sono riusciti a sfruttare il secondo periodo di VSC perché nel momento in cui sono transitati davanti all'ingresso la pit lane era chiusa). I due avevano completato metà gara sulle Medie mostrando di non risentire di alcun problema a livello di gomme. Con la C3 non è lo stesso. Leclerc evidenzia molto degrado intorno alla fine, uno strano comportamento, riportato anche dalla McLaren. Un graining fastidioso che per poco non costa la terza posizione a Leclerc. Hamilton chiude quarto a soli 6 decimi.

La Ferrari sapeva, era conscia di questa cosa. Perciò ha allungato e non si è fermata in regime di VSC. La McLaren ad esempio, riesce a mantenere le dure solamente per 23 passaggi ed è costretta dunque a fare due soste, mentre Verstappen sceglie di percorrere solo 18 giri con il primo set di Hard, percorre 23 giri su Medie e poi ulteriori 17 giri su Hard.
Paradossalmente hanno tutti sofferto problemi di graining e degrado sulla Hard C3, ma sono riusciti a gestire meglio la mescola Media C4. Una stranezza, come conferma Andrea Stella, il team principal McLaren.
Se guardiamo la situazione complessiva, l’unico team a non avere alcun problema con la C3 è stata la Mercedes. La Ferrari però sapeva che sarebbe potuta andare incontro a questa eventualità ed è stata capace di percorrerci comunque più di 30 giri. Norris si è fermato a 23, mentre Max addirittura a 18.
Il gap formatosi tra il gruppo di testa e quello immediatamente dietro è figlio dunque anche della differente strategia, del fatto di essere riusciti a completare la gara con una sosta in meno rispetto agli altri. Ingresso ai box che a Melbourne valeva circa 21’’.
Concludiamo con l'opinione del nuovo direttore motorsport Pirelli, Dario Marrafuschi, rilasciati al termine della prima gara del mondiale 2026: "L'esito del GP ha rispettato le previsioni della vigilia, la squadra vincente ha concluso la gara utilizzando una sola sosta. I piloti Mercedes sono riusciti ad allungare lo stint finale con le Hard, rispetto alle previsioni del sabato, grazie ad un degrado contenuto che ha permesso loro di completare la gara con lo stesso set, cambiato durante il primo periodo di VSC. Chi ha optato per due soste ha sfruttato le neutralizzazioni per montare gomme fresche senza rischiare di perdere troppe posizioni, in alcuni casi utilizzando anche le Soft per uno sprint finale".
"Tutte e tre le mescole si sono dunque rivelate utili in gara. La C3 ha sostenuto anche stint da 46 giri grazie alla sua consistenza. Lo pneumatico più soggetto a graining è stato l'anteriore sinistro. Questo però non ha comportato grandi problemi di usura e degrado eccessivo". Questa parte a nostro avviso riguarda per lo più Mercedes, le altre squadre potrebbero non essere troppo d'accordo. "Ci aspettiamo dei cambiamenti inevitabili nella gestione gomme su piste più impegnative, con gli pneumatici che saranno una delle variabili in gioco che piloti e team dovranno saper decifrare", ha concluso Marrafuschi.
Foto copertina: X, F1; foto interna: Pirelli
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