Il weekend di Shanghai apre un passaggio già molto importante della stagione, perché oltre al ritorno su un tracciato tecnicamente molto particolare porterà in scena anche la prima Sprint dell’anno, comprimendo tempi di lavoro e possibilità di verifica in pista. Su un circuito da 5,451 chilometri, con due lunghi rettilinei, sedici curve e un’alternanza continua fra tratti ad alta percorrenza e sezioni più lente e raccordate, i team saranno chiamati a trovare un compromesso delicato fra efficienza aerodinamica, stabilità in frenata, gestione dell’energia e controllo dell’usura gomme.
La scelta Pirelli resta quella ormai consolidata per la Cina, con C2, C3 e C4, ma il quadro tecnico è reso più interessante dal nuovo asfalto, steso nell’agosto 2024. La maggiore aderenza ha abbassato i tempi sul giro, ma la superficie più liscia ha anche favorito il graining, soprattutto all’anteriore, come già visto lo scorso anno in particolare nella Sprint. Un aspetto da tenere sotto osservazione su un tracciato che, con curve come la lunga 1-2, la 6 e soprattutto la 14, mette in crisi sia l’avantreno sia la capacità dei piloti di evitare bloccaggi nelle staccate più severe.
Anche sul fronte frenante Shanghai si conferma un banco di prova di medio livello, ma con alcuni punti molto selettivi. La curva 14 resta la staccata simbolo del circuito, preceduta da oltre 1,2 km di pieno, anche se quest’anno il quadro potrebbe cambiare leggermente per effetto delle minori velocità di punta e dell’eventuale influenza del super clipping. In generale, rispetto al passato, le frenate più impegnative tenderanno a essere meno violente in termini di picco, ma più lunghe, perché i piloti cercheranno una maggiore ricarica della batteria.
Si aggiunge poi un ulteriore elemento di interesse legato alla gestione della vettura sul dritto: la FIA ha confermato che a Shanghai i piloti potranno utilizzare la Straight mode in quattro zone del tracciato. Due coincidono con i tradizionali punti di attivazione in prossimità delle curve 1 e 14, ma con riferimenti diversi rispetto al vecchio DRS, mentre altre due sono state introdotte tra curva 4 e curva 6 e tra curva 10 e curva 11. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché amplia i punti in cui i team dovranno ottimizzare assetto, stabilità e gestione energetica, con possibili effetti anche sulle scelte aerodinamiche osservabili già dalle prime immagini in pit lane. In caso di maltempo, inoltre, tutte e quattro le zone potranno essere accorciate, aggiungendo un’ulteriore variabile al lavoro del weekend Sprint.
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