Nelle ultime ore sul web si è parlato molto della possibilità di tornare a vedere l’ala 'Macarena' sulla SF-26. L’ala posteriore dotata del flap ruotante che ha tanto suscitato l’interesse di competitor e tifosi attorno al Cavallino nel corso della sessione di test pre-stagionali in Bahrain. Gli uomini di Maranello hanno deciso di rinunciarci a Melbourne, forse per la scara presenza di lunghi rettilinei, mentre la Cina, con i due lunghi rettifili (tra curva-16 e curva-1, ma soprattutto tra curva-13 e 14) potrebbe essere il luogo adatto per sperimentarne le qualità.
Potrebbero esserci stati anche altri problemi legati all’affidabilità, che hanno portato i tecnici a rivedere l’ala prima della sua introduzione ufficiale. Dettagli che forse scopriremo proprio a Shanghai.
L’ala 'Macarena', da sola, non fornirà un surplus di velocità tale da poter impensierire la Mercedes, il vantaggio è troppo grande. Soprattutto per quanto riguarda le doti in tema recupero di energia. Oltre al superclipping, la W17, specie con Russell, aveva mostrato una particolare tecnica di recupero in curva 09-10, ovvero quella di unire il rilascio dell’acceleratore ad una doppia scalata, che però avveniva in modo graduale, a distanza di qualche istante l’una dall’altra. Questo faceva innalzare tantissimo il numero di giri e permetteva un notevole accumulo di energia soltanto in una sola curva.

Lewis Hamilton, Ferrari SF-26, GP Australia 2026
Da quanto appreso in queste ultime ore (approfondiamo qui), la Ferrari avrebbe cercato di replicare in tempo record questo modo di recuperare in energia, introducendo subito una modifica nel software per Shanghai. Un test. Ovviamente trattandosi di un cambiamento, fatto tra l’altro di corsa, non è detto che funzioni, o meglio, sia efficiente sin dalla sua introduzione.
È chiaro che la Ferrari le stia provando tutte, sia per avvicinarsi alla Mercedes, che per creare un gap tra sé e i due team McLaren e Red Bull. La scelta di introdurre questi due aggiornamenti in Cina potrebbe essere stata dettata da una duplice ragione: la prima ovviamente è quella di progredire, l’altra, quella di non perdere troppa performance a causa di un possibile problema: la gestione delle gomme.
A Melbourne si è già vista una Ferrari in difficoltà nel finale del GP nonostante avesse scelto di montare le gomme Hard con una decina di giri di ritardo rispetto alla Mercedes. La casa di Stoccarda ha saputo amministrare il vantaggio senza accusare un graining di portata tale da limitare il passo gara (facendo tra l'altro il record di giri percorsi su C3, 46 tornate). Cosa che non possiamo affermare di Leclerc che per poco non veniva superato dal compagno Hamilton dopo esser stato davanti per tutto l’evento (33 passaggi, l'analisi).
Le gomme saranno un tema a Shanghai. La hard presente a Melbourne, la C3, prenderà parte al GP di Cina nei panni della Media. Il che, considerando le curve veloci e la natura front.limited del tracciato, ne fa, sulla carta una molto probabile scelta strategica, qualora i team vogliano cercare di concludere la gara su una sola sosta (Medium-Hard).
La Mercedes, vedendo ciò che ha fatto in Australia, è l’unica ad avere, così al buio, una chance di farcela. Quanto a Ferrari, McLaren e Red Bull, per loro le scelte strategiche potrebbero compromettere l’intero andamento del GP e metterle in condizioni di lottare tra loro più da vicino. Per questo la Ferrari non vuole perdere tempo. A Melbourne è stata seconda forza indiscussa. Un ruolo e uno status che non ha intenzione di perdere a soli sette giorni di distanza.
Foto: Ferrari
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